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Riduzioni Irpef solo dal 2014

di Marco Mobili

Riduzioni dell'Irpef "a tempo" e a decorrere dal 2014. Come dire: prima il pareggio di bilancio e poi l'abbattimento della pressione fiscale per i contribuenti con i redditi più bassi. Il Governo lo scrive nero su bianco nel decreto legge fiscale, oggi all'esame del preconsiglio a Palazzo Chigi. L'articolo 15 della bozza del Dl prevede che, «a decorrere dal 2014», le somme recuperate dalla lotta all'evasione, così come quelle che arriveranno dal potenziamento della riscossione e dalla revisione delle sanzioni (si veda l'altro articolo in basso a destra) previsti dal nuovo decreto legge fiscale, andranno a finanziare
«misure, anche non strutturali, di sostegno del reddito di soggetti appartenenti alle fasce di reddito più basse, con particolare riferimento all'incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico». Interventi, dunque "a tempo" e calibrati sulla base delle risorse effettivamente "strappate" ai furbetti del fisco e certificati dalla relazione annuale che l'Economia deve presentare alle Camere nel mese di febbraio. Inoltre la norma lascerebbe intendere che le riduzioni non andranno necessariamente a ritoccare le aliquote Irpef, ma più facilmente potranno aumentare le detrazioni per i figli carico.
Un principio, questo, che se troverà conferma nelle prossime ore, sarà di fatto uno dei capisaldi della nuova legge delega fiscale che il Governo vorrebbe far viaggiare in parallelo al provvedimento d'urgenza e che dovrà ricalibrare, oltre al prelievo Irpef, quello sugli immobili con l'arrivo del nuovo catasto edilizio. Dovrà poi procedere a un sostanziale restyling del reddito d'impresa, a partire dalla deducibilità dei costi, e fornire maggiori certezze ai contribuenti con la codificazione dell'abuso del diritto.
La nuova delega (sembra tramontare l'idea di emendare la delega "Tremonti" ferma alla Camera) dedicherà spazio anche alle sanzioni penali e amministrative in campo tributario. A finanziare il taglio dell'Irpef contribuirà soprattutto il pacchetto di misure del nuovo Dl fiscale. Tra queste, come anticipato su queste pagine, la creazione di liste sellettive in cui il Fisco inserirà i contribuenti "allergici" all'emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale. La novità di oggi è che nelle liste dei cattivi finiranno immediatamente i più "segnalati" dai cittadini in forma «non anonima» sia all'Agenzia che al "117" della Guardia di Finanza.
Saranno potenziati anche i controlli del Fisco sul terzo settore. Una norma che va letta in stretta connessione con la cosiddetta "Ici sulla chiesa e il no profit", che quasi certamente completerà il capitolo di misure del Dl dedicato al ritorno dell'Imu sulla prima casa.
Per gli studi di settore, la soglia rilevante diventerebbe quella del 15%, o comunque di 50mila euro, in luogo del 10%, per effettuare gli accertamenti induttivi. Solo al superamento di questi valori – e non più del limite del 10% del reddito dichiarato – verrebbe consentita l'effettuazione della rettifica induttiva in caso di omissione o di irregolarità relative al modello degli studi di settore.
Giro di vite anche sulle compensazioni Iva, con la riduzione da 10mila a 5mila euro della soglia per l'invio preventivo all'amministrazione finanziaria della dichiarazione che attesti il diritto al credito da portare in compensazione. La norma, così come è scritta, produrrebbe i suoi effetti già sul credito 2011, spiazzando dunque chi ha già compensato a gennaio.
Nello schema all'esame di Palazzo Chigi, trova conferma anche l'abbandono dello "spesometro", nel senso fin qui conosciuto. Verrebbe reintrodotto, quindi, il "vecchio" elenco clienti e fornitori, attraverso la comunicazione delle operazioni "B2B" documentate da fatture. Per le operazioni per le quali non vi è obbligo di fattura (scontrino o ricevuta fiscale) occorre effettuare la comunicazione delle operazioni di importo non inferiore a 3.600 euro al lordo dell'Iva.
Oltre all'annunciata modifica alla norma sull'indeducibilità dei costi da reato, arrivano ulteriori modifiche anche agli accertamenti esecutivi, entrati in vigore lo scorso 1° ottobre 2011: una comunicazione preventiva di Equitalia informerà il contribuente di aver preso in carico la riscossione del nuovo accertamento esecutivo. Comunicazione preventiva e richiesta di pagamento della sanzione ridotta anche per la chiusura delle partite Iva "morte", ovvero quelle rimaste inattive per tre anni.
Il Fondo per la riduzione dall'Irpef sarà alimentato anche dal potenziamento della riscossione che, attenzione, passerà per forme più "flessibili" nel recupero dei crediti vantati dal l'Erario: rate variabili e non più costanti e dilazioni di pagamenti anche in caso di decadenza dalla rateazione.

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