Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ricostruzione dei fatti con minori «correzioni»

Controllo limitato sulla motivazione di fatto da parte della Cassazione. Il Decreto Sviluppo del 2012 ha circoscritto la competenza della Corte con una «sensibile restrizione dell’ambito di controllo». Lo sottolinea la stessa Corte di cassazione con la sentenza n. 12928 della Sesta sezione civile. La Corte si sofferma così sulla nuova versione del numero 5 dell’articolo 360 del Codice di procedura civile che ha ulteriormente delimitato le prerogative della Cassazione sugli elementi di merito della causa stabilendo che le pronunce di merito possono essere impugnate, a questo punto, per negligenza del giudice che non ha affrontato un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti.
In questo, con la riforma di due anni fa, si è prodotta «la riduzione al minimo costituzionale del sindacato sulla motivazione in sede di giudizio di legittimità», per cui il vizio che può essere fatto valere è solo quello che si traduce «in violazione di legge costituzionalmente rilevante e attiene all’esistenza della motivazione in sè, come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal confronto con le risultanze processuali». Inoltre, dopo l’intervento del Decreto Sviluppo, ricorda adesso la Cassazione, è impossibile ogni rivalutazione delle questioni di fatto in ipotesi di “doppia conforme” sul punto, come stabilisce l’articolo 348 ter del Codice di procedura civile.
La conseguenza è che la ricostruzione del fatto operata dai giudici del merito può essere oggetto di un ricorso solo se la motivazione è colpita da vizi giuridici oppure se è articolata su espressioni e argomenti tra loro inconciliabili, di ardua lettura sino a diventare di fatto incomprensibili.
Del resto, e anche in un’ottica di possibile violazione dell’articolo 2697 sull’onere della prova, l’apprezzamento del giudice di merito non può essere contraddetto dalla Cassazione: la valutazione degli esiti probatori attiene in maniera esclusiva al giudice di merito che non ha altri limiti se non quello di indicare le ragioni del proprio convincimento che lo hanno condotto a valorizzare una fonte rispetto a un’altra, senza comunque essere obbligato a confutare qualsiasi tesi difensiva.
Su queste basi è stato giudicato inammissibile il ricorso presentato contro un’ordinanza della Corte d’appello di Messina (che confermava peraltro il giudizio di primo grado) con il quale era stato negato il risarcimento chiesto a carico del Comune per una caduta da motorino provocata, secondo la richiesta, da un tombino sporgente e non segnalato.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa