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Ricorso, il termine parte dalla ricezione

In caso di notificazione del ricorso tributario per posta, il termine di 30 giorni per effettuare la costituzione in giudizio e depositare gli atti presso la Ctp decorre dalla data in cui il plico viene ricevuto dal destinatario e non da quando viene spedito. È il chiarimento che si legge nell’ordinanza n. 3432/2017 della Corte di cassazione. I giudici di Piazza Cavour hanno cassato, con rinvio, una sentenza della Ctr di Roma che aveva confermato l’inammissibilità del ricorso già pronunciata dai colleghi provinciali, ritenendo tardivo il deposito dell’atto in segreteria, avvenuto oltre 30 giorni dopo rispetto alla spedizione postale. L’articolo 22, comma 1, del dlgs 546/92 stabilisce che il ricorrente debba depositare il fascicolo nella segreteria della commissione adita «entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso, a pena d’inammissibilità». Coordinando la dizione utilizzata dal citato articolo 22, ove si indica «proposizione del ricorso», con le regole stabilite dall’articolo 16, ultimo comma, del medesimo decreto legislativo, secondo cui «qualunque notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione», parte della giurisprudenza fa decorrere il termine dei 30 giorni dalla data di spedizione del ricorso, poiché col mezzo postale essa si «considera fatta» in tale momento.

Il parere della Cassazione, tuttavia, è difforme da tale interpretazione. Secondo il giudice di legittimità, infatti, la regola dettata dall’ultimo comma dell’articolo è unicamente volta a evitare che eventuali disservizi postali possano determinare decadenze incolpevoli a carico del notificante e si riferisce, dunque, ai soli termini entro i quali la notificazione stessa deve intervenire: è una regola a carattere eccezionale e, come tale, non può essere estesa in via analogica a tutti gli altri casi, come ad esempio quelli per i quali il perfezionamento della notifica rappresenta il momento iniziale da cui far decorrere un adempimento.

Ai fini del deposito del ricorso in segreteria, dunque, deve trovare applicazione il principio generale secondo cui la notificazione si perfeziona con la conoscenza legale dell’atto da parte del destinatario e, quindi, i 30 giorni si contano dal momento della ricezione e non dalla spedizione.

Benito Fuoco

A.C.P. srl, in persona del legale rappresentante, ricorre, con unico motivo, nei confronti dell’Agenzia delle entrate (che resiste con controricorso) avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la Commissione tributaria regionale del Lazio, nella controversia avente origine dall’impugnazione dell’avviso di accertamento relativo a Ires e Iva dell’anno di imposta 2004, ne aveva rigettato l’appello, proposto avverso la decisione di primo grado che aveva dichiarato il ricorso introduttivo inammissibile in quanto presentato in data 12/12/2008, e spedito alla segreteria il 15/1/2009, mentre il termine ultimo per la costituzione in giudizio era inderogabilmente scaduto il 12/1/2009. In particolare, il Giudice di appello riteneva che la decorrenza dei 30 giorni (previsto quale termine dall’art. 22, comma 1 dlgs n. 546/92 decorresse dal momento della spedizione come disciplinato dall’art. 20 stesso dlgs. A seguito di deposito di relazione ex art. 380-bis c.p.c. è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituali comunicazioni. Il Collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in forma semplificata. In diritto 1. L’unico motivo – con il quale si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 22, comma 1, 20, comma 2 e 16 comma 5 del dlgs. n. 546/92 – è, infatti, manifestamente fondato alla luce del consolidato orientamento di questa Corte secondo cui in tema di contenzioso tributario, qualora la notificazione del ricorso introduttivo abbia avuto luogo mediante spedizione a mezzo posta, il termine entro il quale, ai sensi dell’art. 22 del dlgs 31 dicembre 1992, n. 546, dev’essere effettuato il deposito presso la segreteria della commissione tributaria decorre non già dalla data della spedizione, bensì da quella della ricezione dell’atto da parte del destinatario: la regola, desumibile dall’art. 16, ultimo comma, secondo cui la notificazione a mezzo del servizio postale si considera effettuata al momento della spedizione, in quanto volta a evitare che eventuali disservizi postali possano determinare decadenze incolpevoli a carico del notificante, si riferisce infatti ai soli termini entro i quali la notificazione stessa deve intervenire, e avendo carattere eccezionale non può essere estesa in via analogica a quelli per i quali il perfezionamento della notificazione rappresenta il momento iniziale, trovando in tal caso applicazione il principio generale secondo cui la notificazione si perfeziona con la conoscenza legale dell’atto da parte del destinatario (cfr. Cass. n. 12185/2008; id. n. 18373/12; n. 12027/2014).

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