Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il ricorso non sana la notifica nulla

La nullità della notifica dell’atto prodromico a quello oggetto di successiva impugnazione non è suscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo (articolo 156, terzo comma, c.p.c.) ove il vizio sia costituito dalla notifica stessa nei confronti di un soggetto non legittimato a ricevere l’atto. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 3/2019 emessa dalla sezione seconda della Commissione tributaria provinciale di Viterbo. La vertenza riguarda un ricorso presentato dall’incorporante avverso una richiesta di pagamento dell’imposta unica sulle scommesse in qualità di coobbligato solidale di un accertamento notificato all’incorporata, non più esistente al momento della notifica. La sentenza di cui al commento tratta il delicato argomento della nullità e della inesistenza della notifica, e ci consente di esaminare un caso di nullità non sanato per il raggiungimento dello scopo, dal ricorso presentato dalla società che ha impugnato l’atto successivo e conseguente a quello prodromico notificato in modo nullo. È noto il principio che una notifica affetta da nullità viene sanata per raggiungimento dello scopo a norma del terzo comma dell’articolo 156 del codice di procedura civile; l’inesistenza, invece, integrando una inconsistenza assoluta della notifica, non è mai suscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo. Nel caso trattato, i giudici provinciali di Viterbo esaminano il caso sulla base dei principi dettati dalla cassazione. In primis, il collegio provinciale rileva come i casi di inesistenza della notifica siano ridotti a casi marginali (cassazione Sezioni Unite n. 14916/2016). Ne deduce che, anche la notifica eseguita nei confronti della società incorporata, benché non più esistente, ha un preciso collegamento con la società destinataria della notificazione, essendo stata da quest’ultima incorporata (cassazione n. 21273/2017). Quindi, l’inesistenza della notificazione è configurabile solo nelle ipotesi in cui venga posta una attività priva degli elementi costitutivi essenziali. Tuttavia, lo stesso giudice provinciale, attenendosi al principio della cassazione di cui all’Ordinanza n. 24433/2018, ha annullato la pretesa fiscale. Infatti La nullità della notifica dell’atto prodromico a quello oggetto di successiva impugnazione non è suscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo (articolo 156, terzo comma, c.p.c.) ove il vizio sia costituito dalla notifica stessa nei confronti di un soggetto non legittimato a ricevere l’atto.Benito Fuoco

(…) Il ricorso è fondato e deve essere accolto. Deve essere dichiarata la nullità della notifica dell’avviso di accertamento poiché, come risulta dagli atti, la notifica è stata effettuata alla S. Group G. con sede in Austria, incorporata alla S. M. Ltd, odierna ricorrente.

Sul punto è intervenuta di recente la Corte di cassazione, la quale ha chiarito che «la nullità della notifica dell’atto prodromico a quello oggetto di successiva impugnazione da parte del contribuente non è suscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo ai sensi dell’art. 156, comma 3, c.p.c., ove il vizio sia costituito dall’effettuazione della stessa nei confronti di un soggetto non legittimato a ricevere l’atto. (In applicazione del principio, la S. C. ha ritenuto che la notifica della cartella di pagamento al legale rappresentante delle società incorporate non poteva ritenersi sanata in ragione dell’avvenuta impugnazione, da parte del legale rappresentante della società incorporante, destinataria rituale della notifica, del successivo atto di intimazione)» (Sez. 5- Ordinanza n. 24433 del 5/10/2018). Pertanto, l’avvenuta impugnazione da parte della ricorrente non sana il vizio genetico, non potendosi applicare alla ipotesi in trattazione il principio del

raggiungimento dello scopo dell’atto. (…) nel rapporto tra incorporata e incorporante il profilo della notifica attiene alla categoria della nullità e non già a quella della inesistenza «soprattutto alla luce di quel recente formante giurisprudenziale che vuole l’inesistenza della notifica ridotta a casi marginali (cfr. Cass. S. Un. 14916 del 20/7/12016); invero, a parte il fatto che nella specie la notifica è intervenuta nei confronti di società che, benché non più esistenti, hanno un preciso collegamento con la società destinataria della notificazione, essendo state da quest’ultima incorporate (cfr. Cass. n. 21273 del 13/9/2017), l’inesistenza della notificazione è configurabile, in base ai principi di strumentalità delle forme degli atti processuali e del giusto processo, oltre che in caso di totale mancanza materiale dell’atto, nelle sole ipotesi in cui venga posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto qualificabile come

notificazione, ricadendo ogni altra ipotesi di difformità dal modello legale nella categoria della nullità; in ipotesi non può discutersi del fatto che una notificazione degli atti di intimazione vi sia stata e, poiché la notificazione è avvenuta nei confronti di soggetto diverso da quello effettivamente legittimato, tale notificazione deve ritenersi nulla (per un ‘ipotesi in cui è stata riconosciuta la semplice nullità della notificazione effettuata nei confronti dell’incorporata anziché dell’incorporante si veda Cass. n. 20659 del 31/8/2017; Cass. n. 1088 del 17/1/2013)».(…)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fumata quasi bianca. Positiva però non ancora abbastanza da far considerare chiusa la partita. Ieri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La parola che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non voleva più nemmeno ascoltare, "lockd...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo ...

Oggi sulla stampa