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Ricorso entro 60 gg da ispezione ipotecaria

In caso di mancata notifica della comunicazione preventiva d’iscrizione ipotecaria, né di altro documento che informi il contribuente dell’apposizione della misura sui propri beni, il ricorso deve essere proposto entro 60 giorni decorrenti dalla data dell’ispezione ipotecaria, che è il momento in cui il debitore viene a conoscenza dell’iscrizione a proprio carico e dei relativi estremi. Di più, in un tale contesto, l’ipoteca è anche illegittima, a causa della mancata notifica della comunicazione preventiva. È quanto si legge nella sentenza n. 902/06/2018 della Ctp di Latina (presidente estensore Costantino Ferrara). Un contribuente di Terracina (Lt) aveva proposto ricorso contro un’iscrizione d’ipoteca apposta dall’agente della riscossione, a fronte di debiti di natura tributaria; la misura, sosteneva il ricorrente era stata conosciuta soltanto dopo aver eseguito un’ispezione telematica ipotecaria, non avendo mai ricevuto notifica di alcun atto relativo alla stessa. Si costituiva in giudizio l’agente della riscossione, sostenendo la piena regolarità delle notifiche effettuate, specialmente in relazione alle cartelle esattoriali alla base dell’ipoteca e chiedendo per tale ragione l’inammissibilità del ricorso, poiché proposto in spregio dei 60 giorni previsti dal dlgs 546/92. La Ctp di Latina ha preliminarmente accertato l’omessa prova circa la notificazione della comunicazione preventiva d’ipoteca, fatto ritenuto determinante sia per l’ammissibilità del ricorso che per la fondatezza dello stesso. Mancando, nel caso di specie, una valida prova della notifica della comunicazione preventiva dell’iscrizione d’ipoteca, nessun termine di decadenza può derivare da una notifica non eseguita e i 60 giorni canonici per il decorso dell’impugnazione si contano dalla data dell’ispezione ipotecaria, momento in cui il contribuente viene a conoscenza della misura (ricorso proposto nell’agosto 2017, a fronte di un’ispezione ipotecaria del 17 luglio 2017). La mancata notifica della comunicazione preventiva, poi, è motivo stesso di nullità dell’iscrizione, secondo espressa previsione contenuta nell’articolo 77 del dpr 602/1973. Obbligo che sussisteva, specifica la Ctp di Latina, anche prima della formalizzazione all’interno della norma, come chiarito dalla Corte di cassazione, a Sezioni unite, nella sentenza n. 19667/2014.Il ricorso del contribuente è stato perciò accolto, con condanna alle spese a carico dell’agente della riscossione.

Nicola Fuoco

(Omissis) Mancando, nel caso di specie, una valida prova della notifica della comunicazione preventiva dell’iscrizione d’ipoteca, per le ragioni sopra dette, ciò rende il ricorso ammissibile, poiché nessun termine di decadenza può derivare da una notifica non eseguita e i 60 giorni canonici per il decorso dell’impugnazione si contano dalla data dell’ispezione ipotecaria, momento in cui il contribuente viene a conoscenza della misura. In tal caso, il ricorso è proposto nell’agosto 2017, a fronte di un’ispezione ipotecaria che riporta la data del 17 luglio 2017. La mancata notifica della comunicazione preventiva, poi, è motivo stesso di nullità dell’iscrizione, secondo espressa previsione contenuta nell’articolo 77 del dpr 602/1973. Obbligo che sussisteva anche prima della formalizzazione all’interno della norma, come chiarito dalla Corte di cassazione, a Sezioni unite, nella sentenza n. 19667/2014: «Anche nel regime antecedente l’entrata in vigore dell’articolo 77, comma 2-bis, decreto del presidente della repubblica, introdotto con decreto legge n. 70 del 2011, l’amministrazione prima di iscrivere ipoteca ai sensi del decreto del presidente della repubblica n. 602 del 1973, articolo 77 deve comunicare al contribuente che procedere alla predetta iscrizione sui suoi beni immobili, concedendo a quest’ultimo un termine, che, per coerenza con altre analoghe previsioni normative presenti nel sistema, può essere fissato in trenta giorni, perché egli possa esercitare il proprio diritto di difesa, presentando opportune osservazioni, o provveda al pagamento del dovuto. L’iscrizione di ipoteca non preceduta dalla comunicazione al contribuente è nulla, in ragione della violazione dell’obbligo che incombe all’amministrazione di attivare il «contraddittorio endoprocedimentale», mediante la preventiva comunicazione al contribuente della prevista adozione di un atto o provvedimento che abbia la capacità di incidere negativamente, determinandone una lesione, sui diritti e sugli interessi del contribuente medesimo. Tuttavia in ragione della natura reale dell’ipoteca, l’iscrizione eseguita in violazione del predetto obbligo conserva la propria efficacia fino a quando il giudice non ne abbia ordinato la cancellazione, accertandone l’illegittimità». Le conclusioni appena raggiunte assorbono ogni altra questione e l’iscrizione d’ipoteca deve essere annullata. Le spese vengono poste a carico della parte soccombente, quantificate in euro 3.000,00 oltre oneri di legge. ( )

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