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Ricorso amministrativo per proteggere i marchi

di Alfredo Zanardo

A partire dal 1° luglio 2011 anche in Italia sarà possibile agire in via amministrativa per impedire a un terzo di registrare un marchio in conflitto con un precedente marchio o altro diritto anteriore. Dal mese prossimo sarà pubblicato online con cadenza mensile il Bollettino ufficiale dei marchi, il quale comprenderà tutte le nuove domande di marchio depositate. Le domande di marchio nazionali depositate in Italia dopo il 1° maggio (e quindi che saranno pubblicate a partire dal 1° luglio), potranno essere oggetto di opposizione da parte di terzi titolari di diritti anteriori in conflitto. La medesima procedura amministrativa si applica alle registrazioni di marchi internazionali che designano l'Italia e pubblicate sul Bollettino internazionale a partire dal 1° luglio.

Il termine entro cui presentare l'opposizione sarà di tre mesi dalla data di pubblicazione della domanda di marchio sul Bollettino. Una volta presentata opposizione, le parti avranno due mesi, prorogabili, per trovare un accordo. Successivamente, in assenza di accordo, le parti dovranno sostenere, documentandole, le loro tesi ed entro 24 mesi (il termine non è però perentorio), dalla data di opposizione si otterrà la decisione dell'Uibm (Ufficio italiano brevetti e marchi).

L'opposizione, che si svolgerà di fronte all'Uibm, potrà comportare il rifiuto totale o parziale della registrazione del marchio contro cui l'opposizione è stata proposta e rappresenterà una valida ed efficace tutela alternativa al procedimento giudiziale ordinario, a costi e con tempi decisamente inferiori rispetto a quest'ultimo.

Grazie a questa importante introduzione nell'ordinamento italiano, i marchi che matureranno in registrazione a partire dai prossimi mesi avranno, a differenza di quanto accaduto finora, un "valore" superiore, in quanto l'avvenuta registrazione presuppone l'aver passato indenne il periodo di opposizione, o meglio, aver resistito positivamente ad un'opposizione proposta.

Fino ad oggi invece, visto che l'Ufficio non controllava nel merito il requisito di "novità" delle domande di marchio presentate, queste maturavano quasi automaticamente in registrazione, e l'unica strada a disposizione dei titolari di marchi e/o diritti anteriori simili, o confondibili, era quella di adire il Tribunale con una causa ordinaria sopportandone i relativi costi e tempi. Per questo motivo, molto spesso, i titolari stessi preferivano desistere da ogni iniziativa.

L'introduzione di questa importante novità, consente al sistema della proprietà industriale italiano di fare un grande balzo in avanti, andando a colmare quel gap che fino ad oggi lo separava dai paesi più industrializzati, dando ai nostri marchi nazionali registrati il valore pieno che ad fino oggi avevano solo in "assenza di prova contraria".

Ma quali sono i costi? Le opposizioni, per ora, potranno essere presentate solo a mezzo posta raccomandata, Pec o depositate direttamente presso l'Uibm di Roma. La relativa tassa è stata fissata in 250 euro. Si stima che gli onorari dei professionisti (consulenti in proprietà industriale, sezione marchi, o avvocati) che assistono il titolare di fronte all'Ufficio, a seconda della complessità della vicenda, siano compresi tra i 2.000 e i 5.000 euro per l'intero iter di opposizione. Sicuramente una cifra inferiore rispetto a quella che richiede un intero processo di primo grado.

L'Uibm stima di trattare circa 3.000 a 3.500 opposizioni l'anno. Considerando che i nuovi marchi depositati nel 2010 sono stati 37.725, siamo intorno al 10% di marchi opposti; forse una previsione al ribasso in un paese litigioso come il nostro.

 

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