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Ricorsi inviati solo nei plichi

I ricorsi non vanno notificati in busta chiusa! Nel processo tributario il ricorso inviato a mezzo posta si intende formalmente notificato nei termini al momento della spedizione e non della ricezione, a patto però che venga spedito in plico, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, e non in busta chiusa. Qualora venga spedito in busta chiusa, ai fini della sua tempestività fa fede il timbro di ricezione dell’ufficio o la data di sottoscrizione della ricevuta di ritorno. Lo ha affermato la commissione tributaria regionale di Roma, sezione staccata di Latina (XXXIX), con la sentenza n. 697 del 14 novembre scorso.

Secondo i giudici, per valutare la tempestività del ricorso, e la sua ammissibilità, si ha riguardo non alla data di arrivo ma a quella di spedizione. Questo principio, tuttavia, è subordinato «al rigoroso rispetto di una serie di adempimenti, quali: 1) il ricorso va spedito in plico senza busta; 2) a mezzo raccomandata; 3) la raccomandata deve essere con ricevuta di ritorno». Se questi adempimenti vengono rispettati la notifica si può considerare effettuata alla data di spedizione. Nel caso in cui, invece, il ricorso venga inviato in busta chiusa, assume rilievo la «data risultante dal timbro di ricezione dell’ufficio e/o della data di sottoscrizione della ricevuta di ritorno». Solo con il plico può essere provata «senza alcuna incertezza, sia la data di spedizione che la natura dell’atto spedito». Quindi, è assolutamente da evitare la notifica in busta chiusa.

In effetti, l’atto introduttivo del giudizio prima di essere depositato in originale nella segreteria della commissione tributaria adita, è previsto che venga notificato all’altra parte a norma degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile. Le notificazioni possono essere fatte tramite ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale, mediante spedizione dell’atto in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento, ovvero all’ufficio finanziario e all’ente locale mediante consegna dell’atto all’impiegato addetto che ne rilascia ricevuta sulla copia. Quando il ricorso è notificato a mezzo posta in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, il ricorso si intende proposto al momento della spedizione. Con la notifica alla controparte viene costituito il contraddittorio, ma non viene ancora incardinata la controversia innanzi al giudice competente. Il processo viene attivato con la costituzione della parte ricorrente, nelle forme e nei termini previsti dall’articolo 22 del decreto legislativo 546/1992. Da questo momento il processo prosegue fino alla sua conclusione per iniziativa d’ufficio. La costituzione deve avvenire entro il termine perentorio di trenta giorni dalla proposizione del ricorso, a pena d’inammissibilità, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche se la parte resistente si costituisce regolarmente in giudizio. L’inammissibilità può essere già dichiarata nella fase preliminare alla trattazione della controversia. Il presidente della sezione, scaduti i termini per la costituzione in giudizio delle parti, esamina preliminarmente il ricorso e ne dichiara l’inammissibilità nei casi espressamente previsti, se manifesta.

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