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Ricorsi amministrativi smilzi

Scritti difensivi a dimensioni ridotte nel processo amministrativo. Massimo 50 pagine nei giudizi più importanti e complessi, e modalità di redazione standard, dall’utilizzo del foglio al corpo del carattere. A definire le dimensioni dei ricorsi e degli atti difensivi è il decreto n. 40 del Consiglio di stato, emanato ieri in attuazione dell’art. 120 del dlgs n. 104/2010, e in via di pubblicazione in G.U.

Le dimensioni. Il decreto, che era stato sottoposto al parere del Consiglio nazionale forense, dell’avvocato generale dello stato, nonché delle associazioni di categoria riconosciute degli avvocati amministrativisti (si veda ItaliaOggi del 22 aprile scorso), disciplina, atto per atto, il numero massimo di pagine consentite, le relative eccezioni e le modalità da seguire per redigere gli atti. Per esempio, le dimensioni dell’atto introduttivo del giudizio, del ricorso incidentale, dei motivi aggiunti, degli atti di impugnazione principale e incidentale della pronuncia di primo grado, della revocazione e dell’opposizione di terzo proposti avverso la sentenza di secondo grado, dell’atto di costituzione, delle memorie e di ogni altro atto difensivo non espressamente disciplinato nel decreto, sono contenute in massimo 30 pagine. Mentre la domanda di misure cautelari autonomamente proposta successivamente al ricorso e quella di cui all’art. 111 cpa sono contenute nel numero massimo di dieci pagine, così come le memorie di replica e l’atto di intervento e le memorie della parte non necessaria del giudizio. Da questi limiti sono escluse intestazioni e altre indicazioni formali, come l’epigrafe, l’indicazione delle parti e dei difensori e relative formalità, l’individuazione dell’atto impugnato, il riassunto preliminare (non eccedente le due pagine), le conclusioni e così via.

Le eccezioni. Il decreto prevede delle eccezioni nel caso in cui l’atto presenti una determinata complessità, a livello tecnico, giuridico o dal punto di vista degli interessi sostanziali perseguiti di particolare rilievo anche economico. In questo caso, la valutazione è effettuata dal presidente della sezione competente, previa formulazione di istanza motivata in calce al ricorso, sulla quale il presidente si pronuncia con decreto entro i tre giorni successivi. In caso di esito positivo, sono autorizzati limiti dimensionali non superiori nel massimo di 50 pagine laddove il limite era di 30 e di 15 pagine laddove il limite era di dieci.

La redazione dell’atto. Gli atti devono poi essere redatti su foglio A4, mediante caratteri di tipo corrente e di dimensioni di almeno 12 punti nel testo e 10 nelle note a piè di pagina, con una interlinea di 1,5 e margini orizzontali e verticali di almeno 2,5 centimetri. Il decreto si applicherà alle controversie il cui termine di proposizione del ricorso di primo grado o di impugnazione inizi a decorrere trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione in G.U. Mentre le disposizioni possono essere modificate o integrate in seguito a un apposito monitoraggio del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa.

Le reazioni. L’Unione nazionale amministrativisti, guidata da Umberto Fantigrossi, ribadisce «la ferma contrarietà ad ogni forma di regolamentazione in via normativa delle dimensioni del ricorso e degli atti difensivi che reputa posta in violazione del principio di efficacia ed effettività dei diritti della difesa ed esprime la convinzione che l’obiettivo dello spedito svolgimento del giudizio in coerenza con il principio di sinteticità di cui all’art. 3, comma 2, del Codice del processo amministrativo possa essere meglio perseguito piuttosto attraverso tecniche di autolimitazione e di formazione, che non mediante misure coercitive».

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