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Ricorsi amministrativi più snelli

di Filippo Grossi  

Stop ai ricorsi fiume nella giustizia amministrativa. Gli avvocati dovranno presentare atti non più lunghi di 20-25 pagine, e la stessa regola dovrà essere osservata anche dal giudice. Lo prevede una lettera circolare che il presidente del Consiglio di stato Pasquale De Lise sta per inviare a tutti gli organi della giustizia amministrativa per dare attuazione all'articolo 3 del codice del processo amministrativo, che prevede appunto la snellezza degli atti.

Ma le novità non finiscono qui. L'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato si accinge infatti a licenziare proprio oggi un pacchetto di modifiche al codice (dlgs 104/2010): correzione dei termine per ricorrere in materia di appalti (nel testo approvato nel 2010 il ricorso incidentale è fissato a 60 giorni contro i 30 del ricorso principale), allungamento del termine per l'azione di condanna e contestuale domanda risarcitoria e, infine, una soluzione «di mezzo» sulla competenza territoriale inderogabile. Obiettivo, presentare al Governo il decreto correttivo e chiudere il restyling appena dopo l'Estate.

Ad anticipare le novità a ItaliaOggi è stato proprio il presidente De Lise, durante il convegno «Il Nuovo processo amministrativo» svoltosi lunedì scorso presso l'Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo guidata dal Comandante e Generale di divisione Rosario Lo russo.

«Il nuovo codice che regola il processo amministrativo entrato in vigore nel luglio 2010», ha spiegato De Lise, «è una fondamentale conquista della nostra giurisdizione in un anno, il 2011, in cui si festeggiano i 180 anni dall' originaria fondazione del Consiglio di Stato e i 40 anni dalla fondazione dei Tar. Il nuovo codice processuale amministrativo conferisce organicità e sistematicità ad una disciplina per certi versi lacunosa e frammentata, è un testo molto snello (solo 180 gli articoli complessivi) e questa scelta è stata adottata in modo da permettere alla giurisprudenza amministrativa di avere quel necessario spazio di azione in termini di esegesi e interpretazione che la caratterizza da sempre: possiamo dire che si tratta di un codice a maglie larghe».

Un codice, quello del processo amministrativo, che dovrà comunque essere in parte modificato anche se si tratterà di modifiche più formali che sostanziali. È infatti come detto in programma per oggi la riunione dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in cui verranno effettuate le necessarie correzioni al testo originario, ovvero il dlgs 104/2010. «l nuovo codice», ha precisato De Lise, «è sì un'importante conquista giuridica che ha già dato buoni esiti nel corso dei suoi primi 9 mesi di vita, ma non si può dire sia perfetto: non è un punto d'arrivo, ma un fondamentale punto di partenza per ottenere, quanto prima, nuove conquiste giurisprudenziali nell'ambito della giustizia amministrativa del nostro Paese». «Del nuovo codice», ha specificato poi De Lise, «vanno sistemate alcune criticità che ci permetteranno di consegnare al Governo un testo più corretto e preciso e che confido potrà essere pronto appena dopo l'estate». Queste correzioni verranno adottate oggi in sede di Adunanza Plenaria. «Si tratterà di modifiche più formali che sostanziali che riguarderanno soprattutto i termini per ricorrere e per costituirsi che sono certamente da cambiare. Le modifiche principali», ha illustrato, «riguarderanno, in prima battuta, quella inerente i termini per ricorrere in materia di appalti: c'è stato sicuramente un refuso nell'attuale testo che ci accingiamo a correggere, infatti il termine per il ricorso principale non sarà più di 30 giorni e quello per ricorrere incidentalmente di 60 giorni, ma viceversa. Ossia, il termine per il ricorso principale sarà portato a 60 giorni (dai 30 attuali, ndr.) e quello per il ricorso incidentale sarà modificato in 30 giorni (rispetto agli attuali 60, ndr.)». Ma non sarà solo questa l'unica modifica. «Un'altra correzione», ha proseguito De Lise, «riguarderà anche il termine per l'azione di condanna e la contestuale domanda risarcitoria il cui attuale termine, 120 giorni, è onestamente troppo ristretto; tra le altre necessarie correzioni al testo ci sarà da trovare una soluzione “di mezzo” per quanto concerne la competenza territoriale inderogabile». De Lise ha anticipato che invierà alle Amministrazioni una circolare per realizzare a pieno l'art. 3 sulla sinteticità degli atti (non più di 20/25 pagine) e soprattutto che chiederà al governo maggiori risorse, principalmente di carattere materiale, per poter far fronte ad arretrati (soprattutto dei Tar) troppo consistenti e che, come ha sostenuto anche durante il Convegno all'Accademia della Gdf di Bergamo, si possono tradurre nel motto «giustizia ritardata, giustizia negata».

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