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Riciclaggio, un tesoro da 4,5 miliardi

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Dalla lotta all'evasione al contrasto del riciclaggio il passo è sempre più breve. Ammonta a 4,5 miliardi di euro l'importo complessivo delle operazioni di riciclaggio e reinvestimento del denaro sporco ricostruite dalla Guardia di Finanza dal 2010 al 30 novembre 2011. Dal dossier messo a punto dal Comando generale emerge che si tratta di proventi che derivano per 2,7 miliardi da frodi fiscali, per 1,1 miliardi da truffa e appropriazione indebita e altri 44,2 milioni da usura e traffici di sostanze stupefacenti nonché da reati a sfondo patrimoniale. Le indagini di polizia giudiziaria condotte dalle Fiamme Gialle, sia d'iniziativa sia su delega dell'autorità giudiziaria, hanno portato anche alla scoperta e alla denuncia di 2.077 persone di cui 253 sono state arrestate. A questi dati si aggiungono sequestri patrimoniali per circa 500 milioni di euro.
È questo il frutto di un lavoro che poggia su uno screening preinvestigativo delle 43.718 segnalazioni sospette dell'Uif condotto dal Nucleo speciale di polizia valutaria. Di queste più del 50% ha richiesto approfondimenti di indagine: 8.365 hanno dato esito positivo confluendo nella maggior parte dei casi in procedimenti penali già in atto presso le Procure.
Oltre a operazioni di frodi, truffa e usura il contrasto al riciclaggio passa per la lotta alla circolazione del denaro. Il "contante" continua a girare soprattutto in prossimità dei confini italiani dove il fenomeno degli spalloni che attraversano la Dogana con la valigia piena di contanti è tutt'altro che un ricordo del passato. Il dossier messo a punto dalla Gdf sulle violazioni accertate negli ultimi 24 mesi rivela come il contante sia ancora il mezzo preferito per nascondere la ricchezza al fisco e, allo stesso tempo, far proliferare attività criminali.
Le Fiamme gialle viaggiano al ritmo di 4 violazioni rilevate al giorno rispetto ai limiti di utilizzo del contante: nel complesso sono quasi 3mila le infrazioni riscontrate da gennaio 2010 a fine novembre 2011. Un numero che è destinato ulteriormente ad aumentare ora che il decreto salva-Italia ha messo fuori gioco i pagamenti in banconota da mille euro in su. «Il contante rimane, infatti, il veicolo principale – si legge nel dossier – attraverso cui realizzare investimenti e progettualità illecite». Un vero e proprio circolo vizioso: il contante alimenta, ad esempio, l'usura e il traffico di stupefacenti e il ricavato va poi a finanziarie ulteriormente altre attività illecite. Non a caso il 40-45% delle segnalazioni sospette ai fini antiriciclaggio approfondite dalle Fiamme gialle è riconducibile a una movimentazione di denaro contante ritenuta sospetta o a versamenti e prelievi bancari non giustificati.
A livello territoriale, il maggior numero di trasferimenti irregolari di contante sono stati ravvisati dalle Fiamme gialle in Lombardia (533), Veneto (403), Toscana (312) e Lazio (269). Questa fotografia geografica si lega a doppio filo anche ai tentativi di trasferire denaro all'estero in violazioni di legge. Nelle aree ritenute maggiormente sensibili la Guardia di finanza sta ulteriormente elevando il livello di attenzione. Sempre dal 2010 a fine novembre 2011, solo il reparto di Como ha accertato al confine con la Svizzera 813 infrazioni (sono quasi 4mila quelle complessivamente riscontrate) per la fuoriscita di 145 milioni di euro di denaro contante o titoli al seguito (in questo caso l'asticella massima consentita è di 10mila euro), vale a dire più o meno il 60% della ricchezza trasferita irregolarmente all'estero da tutte le altre zone d'Italia. Un dato che testimonia chiaramente come, complici anche l'incertezza del quadro economico-finanziario, stia di nuovo prendendo piede la tendenza a trasferire patrimoni oltreconfine.
Ma non è l'unico fronte di approfondimento aperto. Nei due anni presi in considerazione, le Fiamme Gialle hanno concluso 911 ispezioni sul rispetto delle norme antiriciclaggio. Ispezioni che hanno portato a riscontrare quasi 400 violazioni penalmente rilevanti (omessa o incompleta identificazione dei clienti o dei beneficiari effettivi di un'operazione finanziaria, o fenomeni di abusivismo finanziario) e 301 infrazioni amministrative. La maggioranza schiacciante dei soggetti controllati è rappresentata dagli operatori finanziari: l'82,5% delle ispezioni ha interessato agenti, intermediari, mediatori, confidi e società fiduciarie. Ispezioni che hanno portato a oltre 1.600 tra denunce e persone verbalizzate. L'attenzione si sta spostando, però, anche verso altri soggetti, come ad esempio gli studi professionali (è il caso soprattutto delle professioni giuridico-economiche). Nelle 92 verifiche concluse (il 10% del totale) la Gdf ha rilevato 91 violazioni e segnalato quasi 100 soggetti.

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