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Riciclaggio, non fidarsi è meglio

di Christina Feriozzi 

Crescita esponenziale per le segnalazioni di operazioni sospette («SOS») che hanno raggiunto quota 37.500. Decuplicate nell'ultimo decennio e addirittura triplicate nel 2010 rispetto al 2007. I dati sulla collaborazione attiva individuano sempre negli operatori finanziari i maggiori soggetti segnalanti mentre restano esigue le segnalazioni da parte dei professionisti rispetto al numero degli operatori. Sono alcune delle considerazioni traibili dalla pubblicazione sul sito della Banca d'Italia del Bollettino Uif, con i dati fino a dicembre 2010.

I dati sulle segnalazioni. Dall'esame dei dati statistici rinvenibili dal Bollettino Uif si rileva che la risposta del sistema finanziario alla nuova disciplina antiriciclaggio è stata, sotto il profilo quantitativo, imponente: le 12.544 segnalazioni del 2007 sono triplicate nel 2010 giungendo a ben 37.321. Il trend di crescita è in continua accelerazione: +16% nel 2008, +44% nel 2009, +77% nel 2010. In particolare, nel secondo semestre del 2010 l'incremento del flusso di segnalazioni è proseguito a un ritmo ancor più intenso rispetto al primo semestre: sono pervenute circa 22.200 segnalazioni, con un aumento di quasi il 100% rispetto al secondo semestre del 2009.

La crescita del numero delle segnalazioni e il conseguente progressivo affermarsi della «cultura della prevenzione» discende in buona parte dai numerosi recenti interventi normativi collegati alla disciplina di cui al dlgs 231/07 fra cui ricordiamo, in particolare il decreto mingiustizia del 16/4/10 sugli indicatori di anomalia per professionisti, il provvedimento Uif del 27/8/10 sugli indicatori per gli intermediari finanziari, il comunicato Uif del 25/11/10 per la revisione del sistema di raccolta e gestione delle segnalazioni di operazioni sospette che prevede lo scambio con modalità telematiche a partire dal prossimo maggio 2011.

Sul fronte dei controlli e delle altre attività tese allo scambio di informazioni, si legge nel bollettino, che nel 2010 la Uif ha condotto 25 ispezioni e ha segnalato all'autorità giudiziaria 107 fattispecie di possibile rilevanza penale, di cui 96 denunce di notizie di reato ai sensi dell'art. 331 c.p.p. (denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di un pubblico servizio) e 11 informative utili a fini di indagine. Da un punto di vista geografico, si segnalano in particolare tre regioni per numero di segnalazioni effettuate (Lombardia con 7.865 SOS, Lazio con 5.550 e Campania con 4.442).

Il ruolo dei professionisti. Le SOS di riciclaggio provenienti da professionisti e operatori non finanziari, benché incrementate negli anni (tot. n. 173 nel 2008, n. 136 nel 2009 e n. 223 nel 2010), ricoprono, pur sempre una quota molto ridotta e risultano nel complesso davvero poche rispetto al numero dei potenziali segnalanti e al ruolo che essi svolgono nella vita economica del paese. Molti i soggetti coinvolti: dal dottore commercialista, al notaio, all'avvocato, al revisore, fino agli altri operatori non professionisti e non finanziari fra i quali le case da gioco, i trasporto valori, i mediatori immobiliari e i soggetti addetti al recupero crediti per conto terzi.

Fra i professionisti, interessante è rilevare che dal secondo semestre 2010 si è assistito al «sorpasso» per numero di SOS da parte delle professioni economico-contabili (dottori, ragionieri, consulenti e revisori: tot. n. 57 SOS), rispetto alla categoria notarile (singoli + Consiglio nazionale: tot. 40 SOS) che da sempre deteneva il primato, con rilevante distacco, delle segnalazioni rispetto a tutti gli altri operatori professionali.

Le criticità del procedimento di segnalazione. I dati sulla collaborazione «attiva» rilevati nel Bollettino individuano ancora una volta nelle banche e in Poste italiane Spa le categorie di soggetti da cui proviene la quota assolutamente maggiore di segnalazioni. Tuttavia, osserva la Uif, ai fini del corretto funzionamento dei presìdi antiriciclaggio, è essenziale che si accresca il coinvolgimento degli operatori non finanziari e dei professionisti. In relazione all'apporto degli intermediari finanziari, comunque, non mancano criticità, in proposito, infatti, tra le banche oltre 200, ossia più di un quarto del sistema, nel 2010 non hanno trasmesso alcuna segnalazione.

Altro problema evidenziato dalla Uif risiede nel fatto che numerose segnalazioni vengono effettuate a fini cautelativi più che collaborativi, adottando criteri di valutazione poco selettivi. Le segnalazioni, inoltre, sono spesso carenti nella descrizione dei fatti e pervengono con eccessivo ritardo. In proposito si noti il rilevante numero di segnalazioni archiviate (si veda tabella).

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