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Riciclaggio con termini di prescrizione frazionata

di Giovanni Negri

Prescrizione frazionata per il reato di riciclaggio. Ogni prelievo o trasferimento di fondi successivo a precedenti versamenti costituisce da solo un autonomo atto, suscettibile quindi di autonomo decorrere dei termini di punibilità. Lo precisa la Corte di cassazione con la sentenza n. 546/2011, depositata ieri, con la quale è stato parzialmente accolto il ricorso presentato dalla Procura di Milano nel procedimento contro Massimo Maria Berruti, ex ufficiale della Guardia di finanza e consulente di Fininvest, oggi deputato del Pdl. Nei confronti di Berruti la Corte d'appello di Milano aveva pronunciato nel 2010 il non doversi procedere per prescrizione relativamente al reato di riciclaggio per essere stato inserito con poteri di firma in un conto corrente svizzero che, secondo l'accusa, aveva l'unico scopo di riciclare denaro sottratto a Fininvest attraverso un meccanismo di false fatturazioni. Contro la pronuncia aveva presentato ricorso anche la difesa di Berruti sollecitando invece un'assoluzione con formula piena.

Nel considerare incongrua la decisione sulla concessione della prescrizione la Cassazione fa osservare innanzitutto che il delitto di riciclaggio «è a forma libera e, potenzialmente, a consumazione prolungata attuabile anche con modalità frammentarie e progressive». Fuori dal lessico giuridico, perché ci si possa "macchiare" del reato conta qualsiasi prelievo o trasferimento di fondi successivo a precedenti operazioni. Così come dà luogo a riciclaggio il semplice trasferimento di denaro di provenienza illecita da un conto corrente a un altro, anche se intestato a una diversa persona e aperto preso un'altra banca «a prescindere dal rilievo che tali movimentazioni siano eseguite avvalendosi della firma di altri contitolari del relativo potere su un dato conto corrente come addebitato al Berruti».

Determinante, sottolinea la sentenza, è il carattere di fungibilità del denaro che porta a una immediata perdita di identità delle somme versate sul medesimo conto corrente. Per questo, ricorda la Cassazione, per calcolare i termini di prescrizione di atti di riciclaggio consistenti in operazioni in uscita dal conto corrente svizzero "incriminato" non bisogna considerare, come invece avevano fatto i giudici di merito, al giorno del versamento della provvista iniziale, «proprio perché essa, grazie alla fungibilità del denaro, non è più distinguibile una volta avutosene il versamento su un conto corrente alimentato da una pluralità di versamenti». Respinta poi anche l'obiezione per cui il giorno da cui iniziare a fare decorrere la prescrizione, in caso di incertezza, deve essere quello più favorevole all'imputato. Una previsione che vale solo in caso di approssimativa collocazione cronologica del momento in cui è commesso il reato, mentre, in questo caso, di delitto continuato, il delitto va collocato in coincidenza con ogni singolo atto di prelievo e trasferimento individuabile con certezza attraverso documentazione.

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