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Contro il riciclaggio categorie pronte a metà

Al traguardo sono arrivati i notai e i dottori commercialisti. Sono, invece, in attesa di approvarle gli avvocati e i consulenti del lavoro. Parliamo delle regole tecniche antiriciclaggio. Per metterle a fuoco si sono mossi i vari Consigli nazionali attraverso gli organismi di autoregolamentazione.

Le regole riguardano tutti gli iscritti, chiamati ad attivarsi sia per valutare il rischio delle attività che svolgono sia per capire quanto determinati clienti, individuati secondo alcuni indicatori, possano prestare il fianco a comportamenti di “lavaggio” del denaro sporco o di finanziamento del terrorismo.

I notai

Da loro arriva il 90% delle segnalazioni di operazioni sospette (più di 4mila nel 2018). Secondo il report Uif della scorsa settimana i notai sono la prima fonte di segnalazioni anche per le monete virtuali (8,2% del totale). Un record dovuto anche alla natura di pubblico ufficiale e alla tradizionale “terzietà” del notaio. Il Notariato si è dotato già da ottobre scorso delle regole tecniche e ha varato nel 2014 le prime linee guida.

«Con le regole tecniche abbiamo indicato modalità più funzionali per i controlli come per esempio per gli enti non iscritti al registro imprese» precisa il coordinatore della commissione antiriciclaggio, Michele Nastri. «Ora stiamo ragionando su una banca dati con i nostri atti già digitalizzati che, con le dovute cautele di riservatezza, potrebbe essere uno strumento utile a tutte le istituzioni coinvolte, ma dobbiamo condividere con loro una base normativa».

Gli avvocati

La categoria è in attesa di un segnale da parte del ministero dell’Economia. «Le nostre regole tecniche – spiega Carla Secchieri, coordinatrice del gruppo antiriciclaggio del Consiglio nazionale forense – sono state spedite al Mef nel marzo 2018. A maggio, sempre dello scorso anno, ci hanno fatto sapere che c’erano alcuni aspetti da discutere ed è stato fissato un incontro a luglio. Che non c’è stato e tuttora regna il silenzio. Ho sollecitato un incontro e spero la situazione si possa sbloccare a breve». Le regole tecniche degli avvocati sono snelle. «Il vademecum è invece più corposo – aggiunge Secchieri – ma è un manuale operativo: contiene anche schemi e modelli. Per esempio su come fare l’autovalutazione».

I commercialisti

Il primo atto risale al 16 gennaio scorso, quando il Consiglio nazionale ha licenziato le regole tecniche. Il 16 maggio ha poi approvato le quasi ottanta pagine di linee guida. «Consideriamo però – aggiunge Lucia Starola, coordinatrice dei gruppi di lavoro antiriciclaggio del Consiglio nazionale – che parte della normativa è già conosciuta e applicata. Inoltre, il Consiglio nazionale ha già avviato un’attività di formazione con corsi online gratuiti».

Le regole tecniche relative all’adeguata verifica della clientela e alla conservazione di dati e informazioni diventeranno vincolanti per gli iscritti a partire da metà luglio, «mentre – sottolinea Starola – per quelle sull’autovalutazione del rischio ci siamo adeguati alle indicazioni di Banca d’Italia agli intermediari finanziari e debutteranno dal primo gennaio 2020».

I consulenti del lavoro

In arrivo anche le regole tecniche per questa categoria, con un aggiornamento del vademecum già esistente. Al documento predisposto dal Consiglio nazionale manca solo l’ultimo via libera del Mef e un secondo passaggio deliberativo interno. «Contiamo di chiudere entro luglio» ,calcola il vicepresidente, Sergio Giorgini. Le nuove istruzioni saranno subito operative, mentre a settembre partirà un ciclo di aggiornamento con corsi e videolezioni. Con le nuove regole sarà possibile segnalare le anomalie anche tramite il proprio Ordine. «Inoltre abbiamo prevista una check list per dare indirizzo su quali attività sono esenti e per individuare meglio i fattori di rischio, ad esempio per area geografica di residenza», conclude Giorgini.

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