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Richieste record per il BTp Italia

Bene le Borse, in chiaroscuro i titoli di Stato. Si potrebbe sintetizzare così la prima seduta della settimana sui mercati finanziari. Se i dati positivi sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti e la buona trimestrale di Citigroup hanno contribuito al rimbalzo delle Borse, reduci da una settimana in rosso (-1,7% la performance dell’indice Stoxx Europe 600), sul fronte dei bond sovrani, il rialzo di rendimenti e spread dei Bonos ha ricordato ancora una volta il nodo irrisolto della crisi spagnola. La tensione su Madrid non ha comunque contagiato il nostro Paese. Nel primo giorno del collocamento del terzo BTp Italia, in cui sono stati raccolti ordini per un controvalore di 2,48 miliardi di euro, il rendimento sul BTp decennale è rimasto invariato al 4,975% con lo spread sul Bund tedesco che ha chiuso a 350 punti pur essendo stato per buona parte della giornata sotto questa soglia.
Più tempo ad Atene
La giornata nel mercato dei bond sovrani è stata segnata dalla notizia, uscita nel fine settimana, della possibile concessione di due anni in più alla Grecia per risanare i propri conti. Un segnale di fiducia, arrivato nelle settimane in cui il governo Papademos sta trattando con la Troika per lo sblocco di una nuova tranche di aiuti da 31,5 miliardi, che allontana lo spettro di un’uscita di Atene dall’euro. Non è un caso che proprio ieri i rendimenti sui titoli decennali greci siano ritornati a scendere attestandosi, a fine seduta, al 17,312%, livelli che non si vedevano dalla ristrutturazione avvenuto lo scorso marzo.
Tensione sui Bonos
Direzione inversa invece per i titoli spagnoli. Ieri il tasso sul Bonos decennale è passato dal 5,659% di venerdì scorso al 5,789% con un differenziale con il Bund tedesco a quota 431 (+13 punti). Gli operatori hanno attribuito questo rinnovato nervosismo all’attesa per una serie di collocamenti che Madrid ha in programma questa settimana. Oggi il Tesoro spagnolo punta a piazzare sul mercato tra i 3,5 e i 4,5 miliardi di “letras” a 12 e 18 mesi mentre giovedì 18 andrà in asta un ammontare simile di bond a scadenza 2015, 2016 e 2022. Questi appuntamenti saranno utili a capire quanto tempo il mercato intende ancora concedere al governo Rajoy, che finora ha temporeggiato sulla possibile rischiesta di aiuti. Sulla crisi europea, nonostante i segnali di fiducia di questi ultimi mesi, permane una certa cautela. Lo dimostra l’esito delle aste di Francia e Olanda, che ieri hanno piazzato rispettivamente 6,9 e 2,09 miliardi di euro di titoli a breve termine. Sulle scadenze a tre e sei mesi, sia Parigi che Amsterdam, hanno infatti strappato rendimenti negativi. Vale a dire che gli investitori pagano per detenere titoli di Stato di Paesi “core”, considerati non a rischio.
Borse in rialzo
Decisamente positivo il fronte azionario: ieri maggiori listini europei hanno chiuso in rialzo: +0,51% Piazza Affari; +0,4% Madrid; +0,92% Parigi; +0,4% Francoforte. Bene anche Wall Street con il +0,80% dell’S&P500 e il +0,66% del Nasdaq. Il rimbalzo delle Borse, dopo una settimana negativa, è stato favorito dal positivo dato sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, aumentate dell’1,1% a settembre, ben oltre le attese degli analisti che puntavano a un +0,7%. Buoni segnali sono arrivati anche dalla trimestrale di Citigroup che ha chiuso in utile di 468 milioni di dollari il terzo trimestre che gli analisti avevano annunciato in perdita. Il risultato della terza banca americana ha infuso ottimismo su tutto il comparto del credito in Europa con l’indice Stoxx settoriale che ha guadagnato l’1,09 per cento.

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