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Ricerca, agevolazione più ricca

Il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo è cumulabile con gli incentivi comunitari, inclusi i fondi erogati nell’ambito del programma «Horizon 2020». La compatibilità è ammessa anche laddove entrambe le forme agevolative riguardino i medesimi investimenti.

In questo caso, però, la somma dei diversi bonus non può eccedere i costi sostenuti dall’impresa. A precisarlo è l’Agenzia delle entrate, che con la risoluzione n. 12/E diffusa nella serata di ieri ha fornito chiarimenti in merito alla convivenza tra le forme di sostegno alla R&S nazionali e comunitarie. Rispondendo a un’istanza di interpello presentata da una società attiva nel campo delle energie rinnovabili, l’amministrazione finanziaria evidenzia che il «problema di cumulo» sussiste soltanto in relazione ai costi ammissibili a entrambe le discipline agevolative. I programmi Ue, infatti, premiano pure una serie di cosiddetti «costi indiretti» che invece non rilevano ai fini del tax credit nazionale, disciplinato dal dl n. 145/2013 (come modificato più volte nel tempo, da ultimo con la recente manovra di bilancio). La cumulabilità tra credito d’imposta e sovvenzioni europee era stata affermata come regola generale dalle Entrate già con la circolare n. 5/E del 2016, sempre che le norme Ue non prevedano un espresso divieto. L’Agenzia ribadisce peraltro che le spese ammissibili al beneficio fiscale devono essere assunte al lordo degli altri contributi pubblici, assumendo quindi i valori per intero e non isolando solo la quota effettivamente rimasta a carico dell’azienda. A quel punto, dopo aver calcolato il bonus tributario teoricamente spettante, non sterilizzato dei costi comuni ai due incentivi, «il contribuente dovrà verificare che l’ammontare derivante dalla somma dell’importo della sovvenzione comunitaria riferibile ai costi ammissibili e del beneficio teoricamente spettante non superi l’ammontare complessivo dei costi ammissibili di competenza del periodo di imposta per il quale intende beneficiare dell’agevolazione», puntualizza la risoluzione. Verificato questo requisito, la società potrà beneficiare del credito R&S per l’intero importo calcolato. In caso contrario, laddove la somma delle due forme incentivanti sia maggiore dell’esborso effettivamente sostenuto dall’impresa per gli investimenti ammissibili, «la società sarà tenuta a ridurre corrispondentemente il credito di imposta», concludono le Entrate, in modo da garantire che tutti gli incentivi pubblici (fiscali e non) ricevuti per sovvenzionare gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo non eccedano i costi complessivamente sostenuti eleggibili al credito di imposta de quo».

Valerio Stroppa

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