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Riccometro a misura di famiglia

Verranno considerate tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti. Ma per migliorare l’equità si potranno sottrarre quote di reddito da lavoro dipendente (fino a 3mila euro) e di pensione (fino a mille euro). Ci sarà una maggiore capacità selettiva, con un peso più adeguato alla componente patrimoniale. Si terrà conto delle caratteristiche dei nuclei familiari con carichi gravosi (con tre o più figli o con persone con disabilità). Ci sarà una differenziazione dell’indicatore (in riferimento al tipo di prestazione richiesta); e si riduce l’area dell’autocertificazione, rafforzando i controlli per contrastare le situazioni di accesso indebito alle prestazioni agevolate.
Il governo, come anticipato ieri dal Sole 24 Ore, vara in via definitiva la riforma dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente; e il premier, Enrico Letta, in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri di ieri, sottolinea che con il nuovo strumento si «affronta lo scandalo dei finti poveri». In modo da ripristinare un circolo virtuoso tra cittadini e servizi sociali corrispondenti: e cioè che le risorse del welfare «vadano alle persone che hanno bisogno e non come emerso negli scandali di questi di giorni a chi aveva le esenzioni dalle tasse universitarie e invece andava in ateneo con la Ferrari».
Il nuovo Isee è un atto «a forte valenza etica – aggiunge il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini – e rappresenta un tassello fondamentale per sviluppare politiche efficaci di contrasto alla povertà, come quelle basate sul Sostegno dell’inclusione sociale attiva (Sia)». E Cisl e Forum famiglie chiedono una attenta sperimentazione per verificare gli effetti sui nuclei familiari. Con il nuovo sistema solo una parte dei dati utili per il calcolo Isee sarà autocertificata. I dati fiscali più importanti (per esempio il reddito complessivo e i dati relativi alle prestazioni ricevute dall’Inps) sararanno compilati direttamente dall’amministrazione. E quindi con meno abusi: per avere un’idea di quanti utilizzano l’Isee nel 2012 sono state presentate circa 6,5 milioni di dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) pari a più di 5,8 milioni di nuclei familiari, circa il 30% della popolazione.
Il nuovo modello, spiega Giovannini, cerca di superare il fatto di avere famiglie che vivono in luoghi diversi (solo a fini fiscali). Il patrimonio avrà un portata maggiore: verrà considerato il peso degli immobili rivalutato ai fini Imu (invece che Ici), riducendo la franchigia sulla componente mobiliare e considerando il patrimonio all’estero. Altra novità importante è la possibilità di calcolare l’«Isee corrente», riferito cioè a un periodo di tempo più ravvicinato, in caso di variazioni del reddito corrente superiori al 25%. «Non si guarderà quindi solo alle dichiarazioni dell’anno precedente, ma anche al variare delle condizioni durante l’anno», evidenzia Giovannini.
Il reddito avrà una definzione più ampia. Ma con correzioni per migliorare l’equità: vengono sottratti dalla nozione di reddito gli assegni di mantenimento, i redditi da lavoro dipendente (quota 20% fino a un massimo di 3mila euro), pensioni (fino a un massimo di mille euro), costo dell’abitazione (da 5.165 a 7mila euro l’anno) e le spese effettuate da persone con disabilità. Vengono anche aumentate le franchigie per ogni figlio successivo al secondo. Un segno di attenzione alle famiglie numerose.

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