Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ricapitalizzazioni, fisco, ristori: 15 miliardi in arrivo alle imprese

Ristori diretti a fondo perduto, ricapitalizzazioni mirate per imprese con volumi di affari da 5 a 50 milioni con il meccanismo del cosiddetto “pari passu” e il nuovo «Patrimonio rilancio» di Cdp per le imprese oltre i 50 milioni di fatturato. Sono il cuore del pacchetto di misure del decreto Rilancio che destina circa 15 miliardi, dei 55 complessivamente stanziati, al sostegno finanziario del settore produttivo colpito dal Covid-19.

Agli interventi destinati a garantire maggiore liquidità alle imprese si aggiunge un taglio dell’Irap da 4 miliardi per 2 milioni di soggetti, una serie di crediti d’imposta per sostenere la riapertura delle attività, dalla sanificazione delle aree di lavoro all’ampliamento e adattamento dei locali per il distanziamento sociale, nonché la cancellazione di alcuni tasse locali, come la rata Imu di giugno per i proprietari che gestiscono alberghi e stabilimenti balnenari, lacuali o fluviali. Per il sostegno alle imprese arriva anche l’estensione del bonus affitti a tutti gli immobili ad uso non abitativo, un taglio di costi delle bollette e finanziamenti mirati per sostenere export e turismo. Ma vediamo in sintesi da dove si parte per la ricerca della liquidità.

Indennizzi a fondo perduto

Per le piccole imprese (inclusi lavoratori autonomi titolari di partita Iva o di reddito agrario), il decreto rilancio prevede un contributo a fondo perduto con una doppia condizione d’accesso e una tempistica precisa: per ottenere l’indennizzo, infatti, i soggetti interessati devono presentare un’istanza, esclusivamente via web, all’Agenzia delle entrate entro 60 giorni dall’avvio della procedura telematica per la trasmissione delle domande. Quanto ai due paletti per accedere al beneficio, il Dl fissa un giro d’affari annuo nel 2019 inferiore ai 5 milioni di euro e una perdita del fatturato o dei compensi, tra aprile 2020 e lo stesso mese del 2019, di almeno un terzo. Con un ammontare dell’indennizzo calcolato applicando una percentuale alla differenza di fatturato registrata: 20% per i soggetti che nel 2019 hanno registrato ricavi o compensi al di sotto dei 400mila euro; 15% sopra i 400mila euro e fino a un milione di euro; 10% oltre un milione e fino a 5 milioni (il contributo, nel caso di indennizzo più alto, può così arrivare a 41mila euro).

Pari passo

Il sostegno alle piccole medie e imprese che registrino ad aprile perdite di almeno il 33% è uno degli strumenti più inediti (e più discussi) fra quelli messi in campo dal decreto. Si basa in realtà su due mosse: la prima è un aiuto fiscale agli aumenti di capitale privati, con un credito d’imposta fino a 400mila euro e un possibile sconto ulteriore per chi ha perdite che superino il 10% del patrimonio netto. Il secondo, riservato a chi ha fra 10 e 50 milioni di fatturato e meno di 250 dipendenti, è l’aiuto pubblico, attraverso la sottoscrizione da parte del fondo Pmi di Invitalia di titoli di debito che possono arrivare al 12,5% dei ricavi 2019 (quindi fino a 6,25 milioni nel caso delle imprese con 50 milioni di fatturato) ma comporta una serie di condizionalità. Per chi mantiene i livelli occupazionali è previsto il riscatto senza interessi. Ma in nessun caso è contemplato l’aiuto a fondo perduto ipotizzato dagli annunci della vigilia.

Patrimonio Rilancio

Un maxi fondo da 50 miliardi targato Mef e gestito dalla Cassa. È questo lo strumento individuato dal decreto rilancio per affiancare temporaneamente le imprese con un fatturato annuo sopra i 50 milioni di euro danneggiate dall’emergenza coronavirus. Il meccanismo, denominato “patrimonio rilancio” e che sarà costituito con un’apposita deliberazione dell’assemblea della Cassa, potrà intervenire attraverso più modalità, a partire da aumenti di capitale, prestiti obbligazionari convertibili o acquisto di azioni quotate sul mercato secondario in caso di operazioni strategiche. Nell’ultima versione del decreto rilancio, sono stati poi inclusi anche interventi in operazioni di ristrutturazione di società che, nonostante «temporanei squilibri patrimoniali o finanziari», siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività. Spetterà comunque a un decreto della presidenza del Consiglio, su proposta del ministero dell’Economia, sentito lo Sviluppo economico, fissare i requisiti d’accesso, le condizioni, i criteri e le modalità per la discesa in campo del patrimonio rilancio che sarà alimentato con titoli di Stato emessi da Mef, ma la Cassa potrà mettere in pista obbligazioni garantite dallo Stato per finanziarne le attività.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cattolica sposta il suo 1% di Ubi Banca dal "Comitato azionisti di riferimento" (Car) al carro di In...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Giuseppe Conte è stato accolto ieri da Angela Merkel in un luogo simbolico, Schloss Meseberg, la Vi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Da domani anche gli intermediari potranno effettuare gli invii delle comunicazioni per la cessione d...

Oggi sulla stampa