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Ricapitalizzazione Edison, lunedì il dossier al board

Il dossier su un'ipotetica ricapitalizzazione di Edison sbarcherà la settimana prossima in consiglio di amministrazione. Lunedì sarà un giorno cruciale per il riassetto della storica compagnia energetica: si riunirà un cda straordinario. Ufficialmente per valutare le decisioni della Consob sull'offerta che l'azionista Edf è chiamata a lanciare. Ma la partita dell'Opa che l'authority ha imposto di aumentare a 0,89 euro ad azione, s'intreccia con quella di un possibile aumento di capitale per la Edison (come anticipato ieri dal Sole 24 Ore). Secondo quanto riferito dall'agenzia Radiocor, l'ordine del giorno del cda prevede la sola discussione del responso della Consob. Spiegavano però ieri fonti vicine alla vicenda che si finirebbe per parlare anche dell'eventuale ricapitalizzazione perché l'Opa di Edf chiude il riassetto che porterebbe nelle casse di Edison risorse necessarie per spesare gli investimenti. Ufficialmente l'argomento non esiste, ma viene dato per certo che i francesi, non ancora padroni di Edison, potrebbero porre la questione: dovesse permanere l'incertezza nel riassetto, si renderebbe necessario iniettare nuovi capitali nell'azienda per finanziare l'impegnativo piano di investimenti previsti per quest'anno (600 milioni poi innalzati a 800 per ulteriori progetti che dovrebbero essere presentati nel corso dei prossimi mesi). Sempre lo stesso giorno potrebbe arrivare qualche risposta anche direttamente da Parigi in merito al ritocco del prezzo dell'Opa (su cui c'è in teoria una pregiudiziale di Edf).
Per ora i francesi tacciono. Chi non tace è invece Ubs, titolare di 74,75 milioni di azioni di risparmio di Edison, ha chiesto al gruppo di Foro Buonaparte di integrare l'ordine del giorno dell'assemblea speciale degli azionisti di risparmio, in agenda il 4 maggio (terza convocazione), con «un'informativa sulla riorganizzazione dell'azionariato di Edison e relativo impatto sulle azioni di risparmio». La richiesta è stata motivata con la necessità «di discutere e valutare gli eventuali impatti che l'operazione potrebbe avere» sugli azionisti di risparmio. Ubs detiene gran parte dei 110 milioni di azioni di risparmio in circolazione.
In attesa di capire quali decisioni prenderà Edf, anche il versante italiano è in subbuglio. Domani si terrà un incontro al vertice sul futuro di A2A: Giuliano Pisapia e Adriano Paroli, sindaci di Milano e Brescia soci forti della multiutility, si incontreranno per discutere della nuova fisionomia del gruppo. C'è da definire la governance di A2A, il cui doppio consiglio (sorveglianza e gestione) è in scadenza, e la missione industriale della multiutility.
L'incontro arriva in un momento particolarmente delicato per la A2A, che ha chiuso il 2011 con una perdita di 420 milioni a causa dei risultati della partecipata montenegrina Epcg (66,5 milioni il rosso 2011) e, soprattutto a una maxi-svalutazione da 630 milioni legata proprio al riassetto di Edison. Proprio l'acquisizione di Edipower da parte di Delmi, la holding dei soci italiani di cui A2A è capofila e che è uno dei cardini dell'accordo Italia-Francia, farà lievitare il debito finanziario netto della multiutility a cinque miliardi di euro. Il titolo, anche a causa del downgrade di Standard & Poor's di venerdì scorso, è stato uno dei più colpiti dal crollo del martedì nero di Piazza Affari (-8,17% a 0,51 euro, il minimo storico) mentre ieri è rimbalzata dell'1,17%. In mezzo alle questioni finanziarie, A2A continua anche a fare il suo business e a vendere all'estero tecnologia: la controllata EcoDeco, che si occupa di raccolta differenziata, ha vinto una commessa da 40 milioni (più royalties per 20 anni) in Spagna.

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