Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ribaltone Mps, Viola si dimette Spunta l’ipotesi Morelli per il vertice

Cambio a sorpresa al vertice del Montepaschi nel bel mezzo dell’aumento di capitale da 5 miliardi: dopo quattro anni alla guida e due precedenti ricapitalizzazioni da 8 miliardi totali, lascia l’amministratore delegato Fabrizio Viola. Ora toccherà a un nuovo capo-azienda, in arrivo forse già lunedì o martedì, prendere le redini della banca senese e in particolare dell’operazione di salvataggio, che ormai — secondo più fonti bancarie — è destinata a slittare a inizio 2017, superando per questa via l’ostacolo del referendum costituzionale di fine autunno il che molta incertezza sta suscitando sui mercati, tenendo lontani gli investitori da operazioni come quella di Mps.

Nella terna di nomi in lizza per la successione a Viola in pole position è quello di Marco Morelli, 54 anni, attuale numero uno di Bofa Merrill Lynch in Italia nonché ex cfo e vicedirettore generale della stessa banca senese fra il 2006 e il 2010 e poi capo della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, manager molto apprezzato anche in ambienti governativi. Morelli conosce peraltro bene il piano Mps perché Bofa-ML fa parte del consorzio di pre-garanzia dell’aumento. Circolano i nomi di Giampiero Maioli, numero uno di Cariparma-Credit Agricole, che però è indisponibile, e di Roberto Nicastro, presidente delle quattro good banks salvate. Sarebbe invece fuori Corrado Passera, che con Ubs il 29 luglio presentò in extremis a Mps un piano alternativo. Il consiglio presieduto da Massimo Tononi ha incaricato il cacciatore di teste Egon Zhender. Il processo è in mano al presidente del comitato nomine, Alessandro Falciai, che ha l’1,8% di Mps.

La decisione dell’uscita di scena del banchiere 58enne è stata presa ieri al consiglio convocato per un aggiornamento sul piano, che prevede la vendita di tutti i crediti in sofferenza (con l’intervento anche del Fondo Atlante) e la ricapitalizzazione, eventualmente anche con la conversione volontaria dei bond subordinati. Ma nel corso della settimana e in particolare mercoledì, secondo fonti finanziarie, sarebbe maturato un deciso pressing da parte del governo per un avvicendamento. Non a caso ieri fonti del Tesoro — che di Mps è il primo azionista al 4% — facevano sapere che «la situazione è sotto controllo», il modo per dire che si è trattato piuttosto di un processo guidato. Questo perché dai sondaggi effettuati fin da agosto da Jp Morgan e Mediobanca, banche capofila del consorzio di pre-garanzia, erano emerse difficoltà a trovare sottoscrittori di 5 miliardi di nuove azioni Mps, a fronte di una banca che attualmente vale appena 690 milioni dopo la bocciatura agli stress test della Bce. Per di più in un clima generale non favorevole, a causa dell’incertezza sul referendum.

È stato un lavoro profondo, quello di Viola, che dopo oltre quattro anni a Siena e una cura da cavallo nella gestione è riuscito a riportare Mps all’utile: 302 milioni nel semestre 2016. Ma non è bastato: ha pesato la massa di crediti deteriorati, 45,3 miliardi, accumulati nel passato. Viola «lascia la banca solida e in utile», gli ha reso merito ieri il board, che all’unanimità lo ha ringraziato «per l’alta qualità del lavoro svolto nell’interesse di Mps», con «un forte apprezzamento per la grande competenza, la totale dedizione e trasparenza con cui ha guidato efficientemente la banca per più di quattro anni. La mia uscita? «Non credo che inciderà sul piano», ha detto ieri sera Viola ai cronisti fuori dalla ban ca.

Fabrizio Massaro

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Contro le previsioni, anche il fondo Bluebell avrebbe raggiunto la soglia minima del capitale Mediob...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doppio cda, per rispondere al governo. Oggi si riunirà prima Aspi, poi Atlantia. Non è detto che l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

llimity Bank ha finalizzato due nuove operazioni nel segmento 'senior financing' per un ammontare co...

Oggi sulla stampa