Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ribaltone ai vertici Air France

di Stefano Montefiori

PARIGI — I due co-fondatori della holding Air France-Klm si riprendono la loro creatura. Con un'azione inaspettata, nel consiglio di amministrazione straordinario indetto ieri a sorpresa il francese Jean-Cyril Spinetta e l'olandese Leo Van Wijk hanno preso le redini del gruppo ed estromesso l'attuale numero uno operativo Pierre-Henri Gourgeon, che pure era stato riconfermato — e per quattro anni — non più tardi del luglio scorso. È un terremoto clamoroso al vertice del gigante malato dell'aeronautica civile mondiale, sorpassato ormai da Lufthansa quanto a giro d'affari e da Ryanair per numero di passeggeri.

Ufficialmente dimissionario, Pierre-Henri Gourgeon viene cacciato innanzitutto per avere osato mettersi contro il suo mentore Spinetta (fino a ieri presidente del cda, con pochi poteri operativi ma grande influenza). Per il posto di capo di Air France, Spinetta avrebbe voluto nominare il presidente della filiale low-cost Transavia, Lionel Guérin. Gourgeon lo ha contraddetto battendosi invece per fare entrare in azienda Alexandre de Juniac, ex direttore di gabinetto di Christine Lagarde al ministero dell'Economia e amico di Nicolas Sarkozy. Risultato: de Juniac ottiene il posto, ma il suo sostenitore Gourgeon lo perde.

Con un comunicato a tarda serata, il gruppo ha comunicato gli esiti del blitz: via Gourgeon, Jean-Cyril Spinetta diventa capo di Air France-Klm, e Leo Van Wijk il suo numero due, con la qualifica di direttore generale delegato. Alexandre de Juniac diventa numero uno di Air France. Un rimescolamento che non può non avere conseguenze indirette anche per Alitalia: Gourgeon era l'uomo della riorganizzazione della governance, il sostenitore di una semplificazione dell'organigramma che avrebbe incrementato l'integrazione tra Air France e Klm in vista dell'incorporazione anche di Alitalia. Ora questo piano potrebbe subire una battuta d'arresto, perché la priorità viene data all'«elettrochoc» di cui l'azienda ha bisogno per arrestare l'indebitamento e tornare un giorno a fare utili.

Al di là dell'improvviso dissidio personale tra Spinetta e il suo ex braccio destro Gourgeon, ci sono anche ragioni più profonde dietro al cambio al vertice deciso ieri. Gli olandesi, che sono la parte più sana del gruppo e assicurano i pochi ricavi, non amavano la perdita di autonomia prevista dal piano di Gourgeon. Il quale nel triennio in cui è stato al comando di Air France- Klm ha vissuto un numero impressionante di situazioni negative: il disastro del volo Rio-Parigi del 1° giugno 2009, l'eruzione del vulcano islandese, le crisi politiche in Africa e Medio Oriente e le fluttuazioni record del prezzo del petrolio, mentre il settore aereonautico cambiava profondamente con l'ascesa delle compagnie del Golfo sulle lunghe tratte e delle low-cost sulle medie.

Spinetta e Van Wijk sono chiamati ora a prendere altre decisioni dolorose. I sindacati li aspettano al varco.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa