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Riassetto targato F2i una newco per l’energia

di Simone Filippetti

Riassetto in casa F2i. Vito Gamberale, il patron del primo e unico fondo infrastrutturale italiano, ha in mente di riunire tutte le reti del gas sotto un unico cappello. Un primo passo propedeutico al disegno del manager di portare in Borsa il fondo in futuro. Secondo indiscrezioni di mercato, le tre società in portafoglio, Enel Rete Gas, la rete E.On Italia e G6, verranno accorpate dentro Enel Rete Gas (destinata a cambiare nome visto che ormai non è più dell'Enel): le intenzioni non sono quelle di creare una holding separata, quanto piuttosto una razionalizzazione coerente del portafoglio per mettere ordine nell'ormai consistente ventaglio di partecipazioni che il fondo sta aggregando.

Nato nel 2007 F2i ha ricalcato alla perfezione il cursus honorum del manager abruzzese che l'ha promosso: il fondo ha investito in energia (le reti gas Enel e E.On), trasporti (l'aeroporto di Napoli) e, da ultimo, le tlc (con Metroweb). Proprio due settimane fa, poi, F2i ha messo a segno l'ultimo colpo: l'acquisto, in tandem col private equity francese Axa, della rete di distribuzione del gas ex Italcogim, ribattezzata G6, fino ad oggi controllata al 100% dai francesi di Gdf-Suez. Un'operazione da 772 milioni di euro che si va ad aggiungere agli altri asset acquisiti sempre nel settore del gas. Dopo aver rilevato Enel Rete Gas nel settembre 2009 e, lo scorso aprile, la rete italiana di E.On, il consorzio formato al 75% da F2i e Axa Private equity (25%), sale così dal 13 al 17 per cento del mercato retail del gas naturale in termini di clienti gestiti, seconda solo al gruppo Eni, che con Italgas detiene più di un terzo del mercato. I numeri di G6 sono interessanti: la rete gestisce 474 concessioni, erogando il servizio di distribuzione del gas naturale a quasi un milione di clienti concentrati per il 32% in Puglia grazie a una rete di oltre 15 mila chilometri. Nel 2010 la società ha prodotto un giro d'affari pari a 160 milioni di euro (+11% rispetto all'anno precedente) e un'ebitda di circa 83 milioni, in miglioramento del 3,2% sul 2010.

S'è capito ormai che la strategia di fondo di Gamberale è aggregare varie aziende dello stesso settore per farne dei poli nazionali. Dopo l'energia, toccherà alla fibra ottica: il primo obiettivo è stata Metroweb, la rete a banda larga del comune di Milano. Ma non sarà un colpo isolato. Dopo il capoluogo lombardo (dove sarà socia di A2A), le intenzioni di F2i sono di allargare il raggio ad altre città, comprando altre reti metropolitane, e creare, appunto, un polo della fibra in Italia. Nell'immediato ci sono le reti di Brescia, Bergamo, Parma e Torino. Con due terzi del capitale investito, il fondo infrastrutturale ha ancora sufficienti risorse da destinare al progetto delle reti: i primi contatti saranno avviati proprio con A2A e Iren.

 

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