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Riassetto Prelios, banche in campo

Il riassetto di Prelios va ai tempi supplementari. Il Cda presieduto da Marco Tronchetti Provera ha infatti esaminato le due proposte arrivate nei giorni scorsi sul tavolo da Feidos e dalla società americana Fortress e ha deliberato di proseguire nelle negoziazioni con entrambi i pretendenti del gruppo.
Si tratterebbe di un passaggio obbligato per verificare i presupposti delle offerte e allargare il tavolo delle trattative a tutti i soggetti interessati in modo da portare alla definizione delle offerte non oltre la prima decade di ottobre. I tempi saranno infatti necessariamente rapidi.
Dopo che il consiglio ha conferito mandato agli amministratori delegati per portare avanti le trattative, il prossimo passo è ora il “coinvolgimento formale” degli attuali soci e dei finanziatori, che potrebbero essere coinvolti in diversi modi, sia con un’iniezione cash, sia convertendo il debito.
Già da oggi è atteso un nuovo giro di incontri per i potenziali acquirenti: sia Fortress sia la Feidos capitanata da Massimo Caputi affiancato all’imprenditore Roberto Haggiag. Le discussioni riprenderanno con le banche (con Intesa Sanpaolo come capo del pool finanziatore e con UniCredit) che restano il vero ago della bilancia e che dovranno trasformare parte del loro debito in subordinato. Oggi Prelios ha, complessivamente circa 500 milioni di debiti corporate, mentre i debiti pro-quota dei veicoli-fondi partecipati toccano quota 1,5 miliardi a fronte di attivi pro-quota per 2,2 miliardi a valore di mercato.
L’approfondimento sarà esteso a tutti i soggetti parte dell’operazione, in modo da pervenire alle determinazioni finali da sottoporre a un consiglio che dovrà tenersi non oltre la prima decade di ottobre. Tempi stretti, insomma, per conoscere il punto di arrivo delle due offerte che consentirebbero il rafforzamento patrimoniale e il rilancio della società.
È stata inoltre fissata, secondo quanto già deliberato dal consiglio di amministrazione il 28 agosto, l’assemblea degli azionisti per il prossimo 18 dicembre, per i provvedimenti di competenza ex-articolo 2.446 del codice civile, che disciplina le misure da adottare nel caso in cui il capitale sociale si riduca di oltre un terzo per perdite e nel corso della quale si potrà eventualmente decidere se ridurre il capitale sociale.
La società potrebbe avere equity sufficiente per far fronte a questa evenienza visto che resterebbero circa 100 milioni dopo l’abbattimento. Tuttavia, nel caso in cui le operazioni straordinarie con uno dei due contendenti venissero definite in tempo utile prima dell’assemblea, il passaggio sarebbe solo formale ed eventuale posto che l’esecuzione del rafforzamento patrimoniale, renderebbe inutile la riduzione del capitale.

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