Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Riassetto in vista, Saipem vola in Borsa

ROMA – I forti acquisti, per la verità, hanno investito l’intero settore che ha segnato un po’ ovunque decisi rialzi. Così Saipem, che ieri ha chiuso, dopo due sospensioni per eccesso di rialzo, a +10,48% (8,33 euro), ha sfruttato a fine giornata la spinta assicurata dal combinato disposto tra il balzo del comparto e le aspettative legate al progetto di riassetto che riguarda la società guidata da Stefano Cao.
I rumors su quello che sarà il futuro prossimo della controllata di Eni si inseguono ormai da settimane. E le certezze da cui partire sono poche. Di sicuro, c’è, per il momento, che, dopo la missiva inviata dai vertici della controllata di Eni – affiancati dall’advisor Lazard -, si sta definendo il consorzio di istituti che dovrà occuparsi di come rifinanziare i 5,5 miliardi di debito infragruppo, attualmente “coperti” dalla controllante. La lista definitiva di chi sarà coinvolto ancora non c’è, ma è molto probabile che la pattuglia finale veda scendere in campo alcuni big italiani, come Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mediobanca, Bnl-Bnp Paribas, e quei colossi stranieri che più hanno familiarità con simili percorsi (Goldman&Sachs, Jp Morgan, Citi, solo per citarne alcuni).
Le soluzioni sul tavolo sono diverse, ovviamente. E spetterà alle banche individuare il giusto mix per far sì che Saipem sia in grado di emanciparsi finanziariamente dalla controllante e di camminare con le proprie gambe. Ed è proprio su quest’ultimo tassello che sono puntati i riflettori degli istituti. Perché è chiaro che, prima di impegnarsi in una simile operazione, le banche vorranno avere delle garanzie dalla società rispetto alla sua capacità di reggere un simile impegno senza più il supporto del gruppo guidato da Claudio Descalzi. In questo senso, dunque, anche per gli istituti – e non solo per il mercato – sarà cruciale il disegno tratteggiato nell’update strategico che l’ad darà a fine mese, in occasione dei nuovi conti, dopo l’anticipazione presentata a luglio. Quando Cao ha messo in campo, con il piano di rilancio e taglio dei costi «Fit for the future», una decisa sterzata per Saipem costruita attorno alla razionalizzazione del portafoglio di asset della società (per concentrarsi sui paesi e sulle attività a maggior valore aggiunto), alla rifocalizzazione degli investimenti, alla revisione dei processi e dell’organizzazione societaria e, da ultimo, alla riduzione della forza lavoro in virtù del completamento di alcune grandi commesse e del riassetto che riguarderà, come detto, il business e la presenza geografica dell’azienda.
In sostanza, le banche vogliono capire se la richiesta avanzata dalla società è da considerarsi congrua rispetto agli obiettivi industriali che Saipem stessa si è prefissata. E attendono di comprendere ovviamente anche quale sarà il ruolo di Eni (assistita da Credit Suisse) che finora si è sobbarcata l’indebitamento della controllata. Le discussioni con la Cassa depositi e vertici – ora affidata al presidente Claudio Costamagna e all’ad Fabio Gallia e in pole position per acquisire, con Fsi, il pacchetto che il gruppo di Descalzi punta a cedere per deconsolidare il debito -, non si sono mai interrotte, ma il quadro è molto fluido. Anche perché ci sono ancora diversi tasselli da riempire, a cominciare dall’entità dell’aumento di capitale, che dovrebbe rappresentare il secondo tempo del match, una volta che la società avrà ottenuto dalle banche il sostegno necessario.
Su quale sarà l’ammontare della ricapitalizzazione, non ci sono però al momento punti fermi. Si è parlato di un range molto ampio (tra 1,5 e 3,5 miliardi), ma il confronto attorno a questo aspetto, che è uno dei punti cardine dell’intera operazione, è tuttora in corso. E s’incrocia, come tutto il resto, con l’attesa collegata all’aggiornamento del piano di Cao. Il cda di Saipem che dovrà esaminarlo, insieme ai conti del terzo trimestre, è in programma per il 27 ottobre. E gli analisti si aspettano che il numero uno spieghi come la società giocherà ulteriormente la sua partita in un settore, sfiancato dal calo del prezzo del greggio, in cui la marcia del consolidamento è ormai irreversibilmente ingranata.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ultimo miglio con tensioni sul piano italiano per il Recovery Fund. Mentre la Confindustria denuncia...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le diplomazie italo-francesi sono al lavoro con le istituzioni e con le aziende di cui Vivendi è un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La tempesta del Covid è stata superata anche grazie alla ciambella di salvataggio del credito, ma o...

Oggi sulla stampa