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Riassetto Edison, l’Opa della discordia

di Gabriele Dossena

MILANO— Sul dossier Edison Edf una schiarita fra tante incertezze. Con il rischio, sempre più incombente, di arrivare all’asta competitiva e Opa conseguente. Senza trascurare l’ipotesi, per ora remota ma pur sempre possibile, di risolvere un eventuale scontro tra soci italiani e francesi con uno spezzatino degli asset di Foro Buonaparte da mettere su mercato. Il giorno dopo l’intervento del governo, con la telefonata tra il ministro Paolo Romani e il numero uno di Edf Henri Proglio, di fatto qualcosa è cambiato. Secondo la lettura dei più ottimisti, è stato un primo significativo passo di avvicinamento verso la chiusura del negoziato. Altri, però, vista la sostanza delle dichiarazioni di Romani, hanno interpretato questa mossa come un possibile nuovo intralcio, che potrebbe spianare la strada di un’Opa volontaria su Transalpina di Energia (50%soci italiani raggruppati in Delmi e 50%Edf) a cui fa capo il 61,3%del capitale Edison. Del resto, se i soci di Delmi, con A2A in testa forte del suo 51%, puntano a chiudere la trattativa con Edf sulla base dell’accordo già raggiunto a marzo (passaggio del controllo di Edison ai francesi fino all’uscita definitiva dal capitale nel giro di tre anni, attraverso lo scioglimento di Transalpina di Energia, in cambio della cessione di asset produttivi), il governo, con l’intervento di Romani, ha ribadito la linea già espressa cinque mesi tramite Giulio Tremonti, in difesa dell’italianità del nostro secondo produttore di energia, lasciando comunque uno spiraglio aperto a un prossimo incontro che dovrebbe svolgersi entro i primi giorni di settembre. E siccome lo stesso Proglio, non più tardi di una settimana fa, ha insistito sulla necessità di avere certezze dall’esecutivo di Roma, con rassicurazioni precise in merito al mantenimento degli impegni precedentemente concordati, la situazione adesso sembra ingarbugliarsi. Ecco però spuntare una nuova opzione in grado di sbloccare la trattativa. In occasione del prossimo incontro con i vertici di Edf, il governo italiano potrebbe mettere sul tavolo dei negoziati un piano alternativo a quello finora delineato tra i soci italiani e francesi: a Edf potrebbe essere fatta una proposta che prevede l’acquisto da parte di Delmi di tutta Edipower (la ex Genco con 6 centrali termoelettriche e 3 unità idroelettriche).

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