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Riassetto Edison, il nuovo piano A2A

di Gabriele Dossena

MILANO — I soci italiani di Edison stringono le fila. In vista della scadenza dei patti parasociali, gli azionisti di Foro Buonaparte sono alla ricerca di una strategia negoziale per arrivare a un’intesa con i francesi di Edf in tempo utile, cioè prima del 15 settembre. Oggi è in programma una riunione, che si preannuncia informale, del consiglio di gestione di A2A. Giovedì sarà la volta del consiglio di amministrazione di Delmi, la holding controllata al 51%da A2A, ma che raggruppa anche Iren (15%), Sel e Dolomiti Energia (10%ciascuna), oltre a Bpm, Crt eMediobanca. L’obiettivo della riunione di oggi del consiglio di gestione A2A, a cui dovrebbero partecipare anche i rappresentanti di Mediobanca come advisor, è arrivare a definire una nuova proposta che tenga conto del nuovo scenario internazionale, mutato rispetto al precedente accordo di marzo in seguito al disastro nucleare di Fukushima. Uno scenario che ha rivalutato il ruolo del gas, con tutti gli asset di riferimento oggi in capo a Foro Buonaparte, ma che secondo la vecchia intesa dovrebbero passare quasi interamente a Edf. Si tenterà quindi di definire (e conquistare) una via di uscita favorevole, con opzioni di vendita a vantaggio dei soci italiani. Tra due giorni, invece, il board di Delmi si riunirà per analizzare lo stato del negoziato in corso. A sollecitare un maggiore coinvolgimento degli altri soci di Delmi nella fase di contrattazione, è soprattutto Iren, di fatto finora «esclusa» da una trattativa che al momento vede coinvolti solo i vertici della superutility lombarda ed Edf. La società ligure-piemontese emiliana non vuole correre il rischio di dover «subire» un eventuale accordo. E appare sempre più determinata a far valere il proprio peso, che per inciso vale circa 500 milioni di euro immobilizzati in Edison e Edipower (controllata al 50%da Edison e al 20%da A2A). Sempre in settimana, a valle di questi consigli, la palla dovrebbe passare nelle mani dei due Comuni azionisti di A2A, Milano e Brescia. Probabile un vertice tra i due sindaci, Giuliano Pisapia per Milano e Adriano Paroli per Brescia, o a livello di direttori generali, in pratica il primo faccia a faccia dopo il cambio di giunta a Milano. Di certo, le duplici riunioni sembrano confermare l’orientamento maturato tra gli azionisti di A2A per una gestione più collegiale del dossier Edison, dopo che a febbraio e marzo la trattativa era stata condotta con grande autonomia dal direttore generale, Renato Ravanelli. E dovrà essere proprio Ravanelli, a cui è stato affidato l’incarico a trattare con i francesi, ad aprirsi al confronto con il consiglio e con gli advisor, ai margini dei negoziati in questa delicata fase della trattativa.

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