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Rialzi a tempo determinato

di Alberto Ronchetti

Le Borse globali hanno fatto festa giovedì scorso, dopo l'inatteso accordo complessivo raggiunto nella notte prcedente dall'Unione europea per salvare l'euro, la Grecia e dare ancora fiducia all'Italia. A questo punto però c'è da chiedersi fino a quando – e soprattutto come – potrà continuare il rialzo.

«Adesso la questione cruciale – osserva Michael Hewson di Cmc Markets – è capire quanto la situazione attuale possa essere sostenuta oltre il breve termine, considerando che aumenteranno le posizioni di "short covering" e quelle più decise in acquisto e che probabilmente i gestori, la maggior parte dei quali al momento è ancora sottopesata sul settore azionario, inizierà a ricomprare, fornendo un apporto decisivo al rialzo delle Borse privilegiando gli asset più penalizzati in questi mesi, a cominciare dai finanziari (banche e assicurazioni)».

Gli analisti di Hsbc Global Research individuano, nel loro ultimo "Equity Insight" dedicato alle strategie dei fondi azionari europei, quello degli istituti di credito come un tema "contrarian" che potrebbe ancora essere giocato con profitto sui mercati, dopo gli ultimi rialzi, nelle prossime settimane. «Ogni movimento rialzista – spiegano – potrebbe essere ulteriormente amplificato dalle ricoperture di portafoglio messe in atto dei grandi intermediari».

Venerdì scorso – giornata di rallentamento dei listini – c'è stato spazio per le prese di beneficio e, per quanto riguarda l'Italia, ha pesato negativamente anche la prospettiva di ingenti aumenti di capitale necessari per gli istituti di credito.

«Il primo sostegno importante per il Ftse Mib, che venerdì sera ha ritracciato dopo i guadagni di giovedì, si pone attorno a quota 15.900-15.600», dicono a Websim. Nell'ultima ottava l'indice di Piazza Affari ha raggiunto il target di breve verso i 17.000 punti, che Websim aveva individuato poco più di un mese fa aprendo una posizione a quota 13.000, con un guadagno del 30 per cento. «Oltre le più rosee aspettative», dicono gli analisti della casa di investimento. Che aggiungono: «Abbiamo chiuso le posizioni, ora valuteremo serenamente la forza del movimento prima di decidere se rientrare o meno».

Secondo Francesco Caruso, analista indipendente e animatore del sito specializzato e gratuito www.francescocaruso.ch, il rimbalzo delle ultime sedute «non prelude a un'inversione strutturale al rialzo del mercato. E, anche se lo fosse, non è il momento per comprare».

Questo però non significa che il movimento in atto, che potrebbe estendersi nelle prossime settimane, non possa essere sfruttato, perlomeno da chi durante l'estate ha sovrappesato gli asset più a rischio. «Nelle prossime due o tre settimane – ragiona Caruso – ogni strappo rialzista potrebbe essere una buona occasione per alleggerire e riposizionarsi su scelte più tranquille». Invece, chi non ha equity in portafoglio, «deve aspettare con pazienza e approfittare degli scivoloni, che certo vi saranno fra novembre e i primi mesi del 2012, per sfruttare poi i rimbalzi successivi».

I primi obiettivi del movimento in corso, secondo Caruso, si pongono sulle basi rotte al ribasso durante l'estate, cioè le aree 1.330-1.350 per l'S&P 500, 6.500-6.800 per il Dax e 18.000 per il Ftse Mib. Un'ipotesi è che siano raggiunte entro una decina di giorni, poi – dopo che si scoprirà come dal G20 non usciranno probabilmente soluzioni eclatanti per le questioni legate alla crisi dell'euro – è possibile una correzione, anche importante, fra il 10 novembre e l'inizio di dicembre.

L'opinione di Caruso è che, ai prezzi correnti, la possibilità di un rally di fine anno resta sostanzialmente insostenibile. Mentre, se lo scenario si evolvesse come detto, cioè con una correzione importante (il 10-20%?) nella seconda parte di novembre, i listini scaricherebbero le tensioni e potrebbero così dare il via alla "tradizionale" corsa natalizia.

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