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Riallineamento quote al 12%

Per riallineare le quote detenute nel capitale di Bankitalia l’imposta sostitutiva da pagare è del 12% in considerazione del fatto che, trattandosi di partecipazioni collocate nell’attivo circolante, l’aliquota è quella prevista per i beni non ammortizzabili. Inoltre, con il pagamento dell’imposta sostitutiva, nonché per la collocazione contabile, viene completamente sterilizzato il regime Pex. Sono questi alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 4 dell’Agenzia delle entrate di ieri che si occupa delle disposizioni di legge di fine 2013 che hanno disposto, appunto, la rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia. In primo luogo, l’amministrazione finanziaria rammenta come la peculiare disciplina tributaria che interessa le quote in questione, inquadra le stesse nel comparto delle attività finanziarie e determina un disallineamento tra il maggior valore nominale della partecipazione e quello fiscalmente riconosciuto. Nell’ambito della norma, in ogni caso, è prevista la disciplina del riallineamento mediante una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’Irap e di eventuali addizionali. Il legislatore quindi prescinde dagli aspetti contabili individuando ai fini fiscali una specifica disciplina che, generando una differenza di valori, costituisce oggetto appunto di riallineamento «necessario». Tale inquadramento, da un punto di vista fiscale, deve essere effettuato a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 30 novembre 2013, data di entrata in vigore del decreto legge n. 133 del 2013. I destinatari della norma sono coloro che, ovviamente, detengono le partecipazioni al capitale di Banca d’Italia e dunque:

a) banche aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia;

b) imprese di assicurazione e riassicurazione aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia;

c) fondazioni di cui all’articolo 27 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153;

d) enti e istituti di previdenza e assicurazione aventi sede legale in Italia e fondi pensione istituiti ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.

Per quanto concerne il soggetto partecipato e cioè Bankitalia, si deve tenere conto che la norma ha autorizzato l’istituto centrale a incrementare il capitale attraverso l’utilizzo delle riserve statutarie per euro 7.500.000.000 e il capitale, a seguito dell’aumento, è rappresentato da quote nominative di partecipazione di nuova emissione, di 25 mila euro ciascuna. Tale importo è anche il nuovo valore della partecipazioni a seguito dell’inquadramento delle stesse nella categoria delle attività finanziarie detenute per la negoziazione. Quindi, l’individuazione di un valore della partecipazione, pari al valore nominale, determina un disallineamento rispetto al valore fiscale ascrivibile alle quote precedentemente iscritte in bilancio. Pertanto, al fine di chiudere tale disallineamento, ai maggiori valori iscritti in bilancio si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali. Nella sostanza, quindi, considerando che il valore nominale della partecipazione è pari a 25 mila euro, deve essere riallineata la differenza tra tale valore nominale e quello fiscalmente riconosciuto ascrivibile alle quote precedentemente iscritte in bilancio. Posto che il nuovo regime disattiva comunque la possibile applicazione della Pex (per effetto del fatto che si considerano le partecipazioni non immobilizzate), viene riconosciuto alle stesse un maggior valore fiscale con il versamento di un’imposta sostitutiva, caratterizzata da un’aliquota inferiore rispetto a quella applicabile in caso di tassazione ordinaria. La misura dell’imposta sostittuiva viene individuata nel 12 per cento, cioè l’aliquota applicabile alla categoria dei beni non ammortizzabili in relazione alla operazione «ordinaria» di riallineamento, e deve essere versata in tre rate annuali di pari importo, senza pagamento di interessi, di cui la prima entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, e le altre con scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi. Quindi, in caso di periodo di imposta coincidente con l’anno solare, il momento del versamento sarà quello del saldo 2013. In considerazione della peculiarità della disciplina, non trovano invece applicazione le altre disposizioni in materia di riallineamento dei beni di impresa.

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