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Revolut, la valutazione sale a 5,5 miliardi di dollari

MILANO – La fintech Revolut raccoglie altri 500 milioni di dollari in un round di serie D, portando il totale degli investimenti raccolti a 836 milioni di dollari. Con questo round, guidato dal fondo americano Tcv con la partecipazione di altri investitori, la valutazione del business sale a 5,5 miliardi di dollari. Una cifra che rende Revolut una delle aziende fintech più ricche d’Europa, insieme alla svedese Klarna.

Il nuovo investimento è stato garantito in seguito agli alti livelli di domanda e utilizzo da parte degli utenti e dalla performance finanziaria dello scorso anno. Nel 2019 Revolut ha visto crescere il numero degli utenti del 169% e il numero degli utenti attivi su base giornaliera del 380%, mentre i ricavi 2018 sono aumentati del 354 per cento.

Gli investimenti – si apprende dalla società – saranno focalizzati sulla customer experience e utilizzati per rafforzare l’offerta retail e il business di Revolut nei mercati esistenti, con un focus particolare sullo sviluppo del prodotto che supporterà l’accelerazione dell’utilizzo giornaliero degli account. I piani futuri includono i servizi di credito per utenti retail e business, l’estensione di conti deposito con tassi di interesse vantaggiosi al di fuori del Regno Unito, il rafforzamento ulteriore dell’assistenza clienti e il lancio delle operazioni bancarie in Europa.

Revolut si concentrerà anche sull’ulteriore sviluppo degli account premium e metal, che – come conferma la stessa fintech – hanno già dimostrato di essere un’efficace fonte di ricavi per il business, con una crescita del 154% registrata lo scorso anno. Queste due tipologie di account includono una serie di benefit come cambio valuta illimitato, accessi alle lounge aeroportuali, stock trading senza commissioni e assicurazione di viaggio. Revolut continuerà inoltre a investire nell’espansione dell’organico in diverse location. L’azienda impiega attualmente oltre 2mila persone e lo scorso anno ha ufficializzato una serie di nomine per rafforzare la governance. Martin Gilbert, ex co-chief executive di Standard Life Aberdeen, è stato nominato chairman del board, mentre Caroline Britton, precedentemente audit partner di Deloitte, e Bruce Wallace, ex chief operations officer di Silicon Valley Bank, sono stati entrambi nominati non-executive directors.

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