Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Revoca del revisore solo per giusta causa

Con i due regolamenti pubblicati ieri sera sulla Gazzetta Ufficiale (n.43 del 20 febbraio) il Mef torna sulla revisione legale per completare le parti ancora non attuate del Dlgs 39/2010 di recepimento della direttiva europea sulla materia (2006/43/CE). In particolare il Decreto ministeriale 261 del 28 dicembre interviene sui «casi e le modalità di revoca, dimissioni e risoluzione consensuale dell’incarico di revisione legale» (attuazione dell’articolo 13, comma 4 del Dlgs 39), mentre il Dm 16 dell’8 gennaio 2013 si occupa della gestione della “Sezione dei revisori inattivi” previsti dall’articolo 8.
Quanto alla gestione e alla vita del «contratto di revisione», il Dm 261 premette che «l’incarico affidato ai revisori legali o alle società di revisione legale può essere revocato solo per giusta causa», fattispecie non integrata dalle semplici «divergenze di opinioni in merito a un trattamento contabile o a procedure di revisione». In caso ravvisi giusta causa, comunque, l’assemblea, acquisite le osservazioni formulate dal revisore legale o dalla società di revisione legale e sentito l’organo di controllo anche in merito alle predette osservazioni «revoca l’incarico e provvede contestualmente a conferire un nuovo incarico ad un altro revisore legale o ad un’altra società di revisione legale».
Giusta causa che è tipizzata nel cambio di soggetto che controlla la società, il cambio del revisore del gruppo cui appartiene la società assoggettata a revisione, cambiamenti significativi all’interno del gruppo cui appartiene la società, oltre a cause ostative soggettive – inidoneità, indipendenza etc – del revisore (persona fisica o giuridica). Tra le cause delle legittime dimissioni, invece, oltre al mancato pagamento dei corrispettivi vengono riproposti i motivi di “scenario” societario e quelli soggettivi del professionista/società di revisione.
Quanto alla risoluzione consensuale del contratto di revisione, può aver luogo solo se «sia garantita la continuità dell’attività di revisione legale». Tra la cessazione anticipate di un incarico e uno nuovo con la stessa società, comunque, deve trascorrere almeno un anno.
Con il Dm 16 dell’8 gennaio, invece, il Mef istituisce la sezione del Registro per i revisori inattivi e «le condizioni per la partecipazione degli stessi ad un corso di formazione e aggiornamento». Tra gli inattivi entrano d’ufficio gli iscritti che non hanno assunto incarichi di revisione legale per tre anni consecutivi, e anche i revisori legali «che non hanno collaborato a un’attività di revisione legale in una società di revisione legale per tre anni consecutivi».
I revisori legali al momento della prima iscrizione nel registro sono inseriti nella Sezione inattivi «salvo poi transitare nell’elenco dei revisori attivi con l’assunzione del primo incarico di revisione legale ovvero con l’avvio di una collaborazione ad un’attività di revisione legale presso una società». Il revisore inattivo per tornare ad esercitare dovrà seguire corsi di formazione e aggiornamento.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ultimo miglio con tensioni sul piano italiano per il Recovery Fund. Mentre la Confindustria denuncia...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le diplomazie italo-francesi sono al lavoro con le istituzioni e con le aziende di cui Vivendi è un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La tempesta del Covid è stata superata anche grazie alla ciambella di salvataggio del credito, ma o...

Oggi sulla stampa