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Revisione, l’equipollenza è piena

Revisori legali, il ministero dell’economia disponibile a sciogliere gli ultimi nodi: favorire l’effettiva equipollenza dei percorsi formativi tra commercialisti e revisori legali (dicendo «no» alla duplice prova d’esame) ed assicurare, all’interno della Consip (la società di cui il dicastero è unico azionista), un riassorbimento «pressoché integrale» dei lavoratori che fino ad oggi hanno gestito il registro.

Via XX Settembre tende, dunque, la mano proprio nel giorno della cerimonia per il passaggio delle consegne del Registro dei revisori legali e del registro del tirocinio, (nonché degli archivi ad essi pertinenti) dal Consiglio nazionale dell’ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili al ministero guidato da Vittorio Grilli, tenutasi ieri nella sala della Maggioranza del palazzo delle Finanze, a Roma; il trasferimento rappresenta l’ultimo atto formale per l’attuazione al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, di recepimento della direttiva 2006/43/Ce, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati. «Sono molto soddisfatto, perché proprio in questa circostanza, per noi così importante, gli uffici del Mef ci hanno fatto sapere che sulla questione dell’equipollenza dell’iter formativo fra i commercialisti ed i revisori si avviano a dare un parere conforme alle aspettative coltivate dal Cndcec: non occorrerà, pertanto, sostenere un doppio esame, mentre il tirocinio avrà una durata di 18 mesi per poi poter sostenere la prova di stato e diventare commercialista e, successivamente, serviranno altri 18 mesi per assumere la funzione di revisore legale», dichiara Claudio Siciliotti, presidente nazionale dell’ordine, in un colloquio con ItaliaOggi, precisando che tale impostazione avverrà nel «pieno rispetto della legge di riforma delle professioni» (il Dpr 137/2012) e si manterrà «il tirocinio triennale, previsto da normative comunitarie per ciò che concerne nello specifico la funzione di revisore legale».

Il testo in questione è stato già stilato sta circolando negli uffici del dicastero e se ne attende, pertanto, soltanto la trasmissione. Ma le caratteristiche dell’iter formativo non erano le uniche questioni rimaste sul tappeto, in vista del passaggio di consegne di ieri. «Secondo il parere giuridico del ministero, la norma sulla spending review sull’impossibilità di assumere nuovo personale non si applica alla Consip. E, inoltre, la società per azioni stessa» sulla quale dovrebbero transitare tutti gli operatori che hanno finora gestito il Registro, «si è ufficialmente impegnata ad un graduale assorbimento del personale, che mi hanno spiegato sarà tendenzialmente e potenzialmente integrale. Altro aspetto, questo, che ci tenevo a portare a soluzione nel miglior modo possibile e in tempi brevi, pertanto non posso che essere contento per le rassicurazioni ottenute», aggiunge.

Secondo Siciliotti, non è di poco conto aver ricevuto il riconoscimento di via XX settembre «del buon lavoro operato in questi sei anni, amministrando il Registro dei revisori legali. Abbiamo portato avanti con efficienza ed economicità una montagna di carta. Anzi, è meglio definirla una sequela di Gazzette Ufficiali, ovvero di testi neanche fra di loro perfettamente coordinati», sorride, sostenendo che «tutto è stato portato avanti servendoci della metà circa del contributo versato dai revisori iscritti», quasi un accenno alle passate polemiche di quanti, soprattutto in casa dei commercialisti avevano rimarcato i buoni risultati della tenuta dei documenti (si veda anche ItaliaOggi di ieri). Il Registro, osserva ancora il vertice del Cndcec, «non è una bandiera che sancisce alcunché, ma niente altro che un pubblico registro che, adesso, verrà gestito da un ministero». Una funzione, quella del revisore legale (sono attualmente circa 100 mila i rappresentanti) che, aveva ricordato nei giorni scorsi lo stesso presidente, «per la quasi totalità è svolta proprio dai commercialisti».

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