Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Reverse charge, sanzione ampia

L’agenzia delle Entrate non ha ancora chiarito, se la sanzione ridotta del 3%, che colpisce il cedente o prestatore che assolve l’Iva irregolarmente (tramite l’emissione della fattura con Iva, regolarmente versata, per un’operazione in reverse charge), possa essere applicata anche al cessionario o committente che assolve irregolarmente l’Iva, tramite un’errata inversione contabile di una fattura emessa dal cedente o prestatore erroneamente senza l’Iva.
In caso di errore del cessionario o del committente si applica la sanzione amministrativa compresa fra il 100% e il 200% dell’Iva, con un minimo di 258 euro, nei casi in cui il cessionario o il committente (impresa o professionista), che riceve la fattura di acquisto di beni o servizi senza Iva, non assolve la relativa imposta, mediante il meccanismo dell’inversione contabile (articoli 17 e 74, commi 7 e 8, Dpr n. 633/1972), cioè mediante l’integrazione con l’imposta a debito della fattura di acquisto, emessa dal cedente o dal prestatore senza applicazione dell’Iva.
La stessa sanzione si applica anche al cedente o al prestatore che ha “irregolarmente addebitato l’imposta in fattura omettendone il versamento”, cioè quando addebita irregolarmente l’imposta in fattura e non effettua il relativo versamento all’erario. Quindi, la sanzione massima si applica quando l’imposta non viene assolta direttamente dal contribuente (né applicando il meccanismo dell’inversione contabile, né in altro modo anche se irregolare). In questi casi, il cessionario o committente può evitare l’applicazione della sanzione derivante dal comportamento fraudolento del fornitore, presentando all’ufficio delle Entrate competente un documento integrativo in duplice esemplare, recante l’indicazione dell’imponibile, dell’aliquota e della relativa imposta, entro i 30 giorni successivi a quello della registrazione, e seguendo le indicazioni fornite nella circolare 19 febbraio 2008, n. 12/E, risposta 10.3.
Si applica una sanzione ridotta del 3%, invece, se l’Iva viene assolta irregolarmente dal cedente o prestatore, tramite l’emissione della fattura con Iva, regolarmente versata, ma per un’operazione che doveva essere obbligatoriamente assoggettata a Iva dal committente con il meccanismo del reverse charge. In particolare, in questo caso, fermo restando il diritto alla detrazione dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa del 3% dell’Iva irregolarmente assolta, con un minimo di 258 euro (articolo 6, comma 9-bis, decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471). La sanzione ridotta è giustificata dal fatto che dalla violazione descritta non scaturisce alcun danno all’erario.
Quindi, la sanzione più lieve (3% dell’imposta) si applica in tutti i casi in cui l’Iva viene assolta, anche irregolarmente. Questo sistema sanzionatorio, pertanto, punisce in maniera incisiva le frodi e in modo meno rigido le irregolarità formali (circolare 19 febbraio 2008, n. 12/E, paragrafo 10.1). Al pagamento delle sanzioni sono tenuti solidalmente entrambi i contraenti.
Analizzando l’articolo 6, comma 9-bis, Dlgs 471/1997, però, si nota che la sanzione ridotta del 3% dovrebbe essere applicata anche «qualora l’imposta sia stata assolta, ancorché irregolarmente, dal cessionario o committente», cioè tramite un’errata inversione contabile di una fattura emessa dal cedente o prestatore erroneamente senza l’Iva, in osservanza del meccanismo del reverse-charge.
Nell’interrogazione parlamentare del 5 dicembre 2012, n. 5-08583, però, è stato sottolineato il fatto che alcuni uffici periferici dell’agenzia delle Entrate ritengono applicabile la sanzione ridotta del 3% solo ai casi in cui sia stata «erroneamente emessa fattura con addebito dell’Iva laddove fosse previsto l’assoggettamento Iva obbligatorio in capo al committente con il meccanismo dell’inversione» e non nella situazione simmetrica, cioè quando il cedente o prestatore emette (erroneamente) la fattura senza indicare l’Iva, in osservanza del meccanismo del reverse-charge, e l’imposta viene liquidata dal cessionario o committente.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa