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Rev cartolarizza Npl di Etruria & C

Si chiuderà lunedì prossimo, con l’emissione degli Abs, la maxi-cartolarizzazione di 9,3 miliardi di crediti deteriorati lordi in capo alla Rev, la bad bank nata dalla risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Un’autocartolarizzazione, per ora, visto che per il momento tutti i titoli emessi dal veicolo denominato “purple” rimarranno in mano alla Rev. Ma per la società si tratta del giro di boa: con la segregazione si chiude la complessa fase di analisi – 46mila posizioni suddivise in quattro banche che di fatto hanno cessato di esistere un anno e mezzo fa dopo lunghe fasi di commissariamento – e può entrare nel vivo quella della cessione, con due operazioni già in pista sui ticket più grandi e su quelli più piccoli che in totale hanno raccolto l’interesse di una cinquantina di operatori.
Numeri e passaggi di cui si sarebbe fatto il punto ieri a Roma, quando – secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore – si è riunita l’assemblea. Il socio di Rev è uno solo, l’Autorità di Risoluzione (cioè Banca d’Italia con l’unità guidata da Enzo Serata), quindi l’approvazione del bilancio era un fatto pressoché scontato: l’ultima riga segna un rosso di 30 milioni, ma come spiegano i documenti elaborati dal consiglio che si è insediato esattamente un anno fa (la presidente Maria Teresa Bianchi, l’ad Salvatore Immordino, il consigliere Andrea Resti) la perdita è interamente da imputare ai maggiori accantonamenti per circa 50 milioni dovuti al trasferimento del contenzioso legale delle quattro good banks, così come previsto dai contratti di acquisto da parte di Ubi e Bper. Oltre agli Npl la Rev dunque dovrà occuparsi anche di migliaia di cause legali, che hanno richiesto il rinforzo delle riserve: senza questo impatto, il primo esercizio si sarebbe chiuso in utile per circa 17 milioni, quasi interamente dovuti ai recuperi fin qui effettuati.
Si diceva delle due operazioni in corso: da un lato c’è il progetto – battezzato Rossini -, che riguarda 38 grandi posizioni per un valore lordo vicino al miliardo e che al momento ha raccolto 30 manifestazioni d’interesse; dall’altro c’è il dossier “Vasari”, 300 milioni di gross book value per quasi 30mila micro-posizioni: 20 le offerte non vincolanti, con alcuni operatori ora in due diligence. In entrambi i casi le offerte sarebbero sui valori di mercato, se non lievemente superiori.
Obiettivo della Rev sarebbe quello di chiudere le due operazioni tra la fine dell’estate e il quarto trimestre, ma in parallelo dovrebbero partire anche altre cessioni sulle posizioni di taglia intermedia: da statuto l’obiettivo della Rev è la massimizzazione del ritorno, dunque in alcuni casi potrebbe essere valutata la strada della gestione interna, così come non sarebbe escluso l’utilizzo delle Gacs in caso di emissione di tranche senior. Oggi la Rev dispone di uno staff di 16 persone, e con la cessione alla società veicolo Rev passa da titolare dei crediti a special servicer, affiancato dai consulenti di Securitisation Services (gruppo Finint) nel ruolo di master servicer: per il momento le banche di provenienza restano incaricate della gestione materiale delle posizioni.

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