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Reti ed Eni-Snam, pronti i ritocchi

di Marco Rogari

Istituzione immediata del l'Authority delle reti con un percorso graduale per la sua operatività. Separazione Eni-Snam più rapida e allineata alle norme Ue. Innalzamento del livello di concorrenza sul terreno delle assicurazioni ampliando il raggio d'azione degli agenti assicurativi. Maggiori opzioni per la scelta dei mutui bancari. Su questi quattro correttivi al decreto liberalizzazioni l'intesa al Senato tra Pdl e Pd è molto vicina. Tutta da giocare, invece, è la partita su professioni, farmaci e taxi. Ritocchi che, in ogni caso, dovranno confluire in un pacchetto ristretto di modifiche selezionate. Dopo la valanga di 2.299 emendamenti arrivata in commissione Industria è giunto il secco stop del presidente del Senato, Renato Schifani: no a emendamenti inutili, il lavoro va sfoltito.
Schifani è intervenuto in due riprese. Il presidente del Senato ha prima invitato con una lettera il presidente della commissione Industria di Palazzo Madama, Cesare Cursi, ad esercitare «una scrupolosa e rigorosissima valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti». Una sollecitazione ad un setaccio accurato accompagnato da una nota del Senato in cui si evidenziava che 530 emendamenti risultavano identici. Pertanto, da quota 2.300 proposte di modifica (180 della quali pro-avvocati, e diverse decine su banche, assicurazioni e energia) si è subito scesi a 1.770. Cursi, accogliendo la richiesta di Schifani, ha fatto sapere che a metà pomeriggio di ieri erano già 200 gli emendamenti che potevano essere considerati inammissibili per estraneità di materia. Con il risultato di far scendere ulteriormente l'asticella poco sopra quota 1.500. Un'asticella destinata ad abbassarsi sensibilmente oggi sempre per effetto della scure delle ammissibilità e degli stop attesi dalla Commissione Bilancio ai correttivi che comportano variazioni dei saldi di finanza pubblica. In serata è poi arrivato un vero e proprio appello di Schifani a tutti i capigruppo: «Facciano ritirare tutti quegli emendamenti al Dl liberalizzazioni che non toccano i punti su cui intendono concentrarsi».
Un impegno, quello della scrematura, già preso nelle scorse ore da Pdl e Pd, che però insistono sulla necessità di migliorare il testo. Il Terzo polo invece spinge per un iter sostanzialmente blindato. A questo punto resta da trovare un'intesa su un limitato pacchetto di modifiche (non più di 20-30) da apportare in Commissione per poi trasmettere alla fine del mese il testo all'Aula di Palazzo Madama dove è probabile che il Governo, contrario a stravolgimenti del decreto, ricorra alla fiducia.
Già oggi alla ripresa dei lavori in Commissione, una volta ufficializzate le ammissibilità, i relatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd) cercheranno di spianare la strada a emendamenti concordati. Un lavoro che parte da coordinate sostanzialmente comuni già individuate nei giorni scorsi (si veda il Sole 24 Ore del 12 febbraio). Prima fra tutte i servizi finanziari: si punta a garantire più libertà nella scelta dell'assicurazione per i clienti che accedono a un mutuo e a estendere il raggio d'azione degli agenti assicurativi. Sul l'Energia l'idea è di far scendere la partecipazione di Eni in Snam al 5%. Anche sulla correzione del percorso per l'istituzione dell'Authority delle reti Pdl e Pd appaiono vicini.

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