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Reti d’impresa, agevolazioni bis

Torna in pista l’agevolazione per le reti d’impresa. Il calcolo, per l’anno d’imposta 2011, della percentuale massima di risparmio di cui potranno beneficiare le aziende appartenenti a una delle reti d’impresa rende, a tutti gli effetti, operativa la misura anche per quest’anno. In particolare, il provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle entrate del 14 giugno 2012, ha sancito che il bonus non potrà superare l’86,5011% dello sconto d’imposta richiesto con il modello «Reti».

Per il precedente periodo la percentuale era stata fissata nella misura del 75,3733% determinata rapportando il plafond di periodo (20 milioni) alle richieste pervenute (più di 26 milioni).

L’agevolazione in questione, introdotta dall’articolo 42 del dl 78/2010, intende premiare gli imprenditori che, a favore della competitività, aderiscono a contratti di rete condividendo informazioni e altri elementi imprenditoriali. Per loro è prevista una sospensione d’imposta della quota degli utili destinata al fondo patrimoniale comune o al patrimonio investito nel progetto. La quota degli utili agevolabile ha però una soglia massima, fissata a un milione di euro. La percentuale di risparmio è stata ricavata dal rapporto tra il totale delle risorse stanziate per il 2012 (14 milioni di euro) e l’importo di risparmio complessivamente richiesto attraverso il modello «Reti» inviato on line all’Agenzia, che alla data del 23 maggio ha superato quota 16 milioni di euro. Per il secondo anno di vigenza del beneficio, dunque, le imprese hanno avuto tempo fino al 23 maggio per comunicare i dati relativi agli utili accantonati ad apposita riserva e al risparmio d’imposta che deriva dalla corrispondente variazione in diminuzione operata nell’ambito del reddito d’impresa, relativamente al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2011.

Più nel dettaglio, chi aderisce a un contratto di rete, traducibile in varie forme di collaborazione tra imprese per lo più di piccole dimensioni, può accedere a un bonus consistente in un regime di sospensione d’imposta, per la quota di utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinata alla realizzazione, entro l’esercizio successivo, di investimenti previsti dal programma comune dello stesso contratto.

In pratica, con il contratto di rete, più imprenditori si obbligano, sulla base di un «programma comune», a collaborare nell’esercizio delle proprie attività, a scambiarsi informazioni o prestazioni, o anche a esercitare insieme le attività oggetto della propria impresa, in modo da diventare una realtà competitiva, in grado di contare nel contesto economico del mercato globale e dare una spinta vitale al sistema produttivo del Paese.

Per accedere all’agevolazione, le imprese interessate devono, oltre che aderire a un contratto di rete, accantonare in bilancio in un’apposita riserva – denominata con riferimento alla legge istitutiva dell’agevolazione – una quota degli utili di esercizio destinandoli al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare per realizzare gli investimenti previsti dal programma comune di rete.

Occorre inoltre che sia stata rilasciata la preventiva asseverazione del programma da parte degli organismi abilitati. In ogni caso l’agevolazione è dovuta subordinatamente all’effettuazione degli investimenti previsti dal programma comune entro l’esercizio successivo a quello in cui è assunta la delibera di accantonamento degli utili dell’esercizio.

Tali presupposti, ad esclusione della realizzazione degli investimenti, devono sussistere al momento della fruizione dell’agevolazione, cioè al momento di versare il saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili (periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2011). La realizzazione degli investimenti, infatti, può avvenire anche dopo la fruizione del bonus, purché entro l’esercizio successivo a quello in cui è stata deliberata la destinazione dell’utile.

Per il primo anno di applicazione, le difficoltà procedurali avevano spinto l’agenzia a differire alcuni termini, soprattutto in considerazione dei tempi tecnici necessari per la costituzione degli organismi di asseverazione. Per il 2012, invece, nessuna proroga è prevista: i requisiti richiesti devono quindi essere presenti al momento della fruizione del bonus, cioè entro il termine stabilito per il versamento del saldo.

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