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Rete unica, via libera del governo

Il governo mette il sigillo alla trattativa tra Tim e Cdp per la rete unica. Ieri a Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte ha riunito i ministri e i rappresentanti dei partiti di maggioranza, per ascoltare gli aggiornamenti dall’amministratore delegato della Cassa, Fabrizio Palermo, e al termine del vertice ha fatto sapere che il governo ha approvato all’unanimità il percorso per integrare Open Fiber con la rete di Tim. Una notizia che ha spinto in Borsa i titoli del gruppo telefonico, saliti del 3,4%.

«Oggi abbiamo dato il via libera a Cdp a proseguire un percorso con Tim per fare in modo che la società abbia una governance che garantisca indipendenza, apertura a tutti gli operatori e piano di investimenti» ha commentato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. «Nel piano di rilancio del governo — ha aggiunto — c’è il progetto di una rete unica che possa evitare di avere una sovrapposizione imperfetta di reti e si mettano tutte le risorse per creare questa grande società della rete».

«Il dialogo tra Tim e Cdp è il primo passo di un percorso verso una società delle reti e delle tecnologie a governance pubblica» ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che con Gualtieri lo scorso 4 agosto aveva chiesto a Tim una svolta per la rete unica.

Il via libera «politico» segna una spartiacque nel percorso per arrivare alla rete unica, che dovrebbe iniziare lunedì prossimo quando Cdp e Tim riuniranno i rispettivi consigli. Il gruppo telefonico darà il via libera all’ingresso di Kkr e Fastweb in FiberCop, la società a cui verrà trasferita le rete secondaria, dove potrebbe entrare la Cdp. Al momento non sarebbe stata ancora presa una decisione. Sul tavolo del consiglio Tim arriverà il memorandum per avviare il lavoro sulla rete unica. Nel documento sono state fissate le linee di principio. L’ultima bozza concederebbe tre mesi di tempo per chiedere la valutazione degli asset ad advisor esterni e tornare al tavolo per strutturare l’integrazione delle reti. Quella di Open Fiber e quella di FiberCop, che includerà anche la rete «primaria» ovvero i cabinet e le centrali di Tim. FiberCop nascerà sotto il controllo di Tim, che avrà il 58%, con Kkr al 37,5% e Fastweb al 4,5%, ma l’integrazione con Open Fiber cambierà pesi e poteri, con la Cdp che avrebbe la maggioranza dei posti in consiglio della futura «AccessCo» e poteri speciali di governance.

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