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Rete unica, la mossa della Lega per «blindare» i piani di Open Fiber

Un emendamento alla legge di Bilancio per mettere in sicurezza i piani di Open Fiber. La norma è stata messa a punto dalla Lega dopo che Infratel — il soggetto attuatore del Piano nazionale per la Banda Larga che fa capo a Invitalia —, ha comunicato alla società presieduta da Franco Bassanini che non concederà più anticipi rispetto all’effettivo stato di avanzamento dei lavori, per via dei ritardi accumulati nella realizzazione dell’infrastruttura. Senza i pagamenti di Infratel i conti di Open Fiber rischiano di non quadrare più e l’emendamento della Lega mira a superare questo ostacolo consentendo di sbloccare i pagamenti attraverso una modifica delle procedure previste dal contratto di concessione. L’emendamento introduce per esempio la possibilità «nelle aree bianche del Piano Banda Ultra Larga» di nominare «il Presidente della Regione o della Provincia Autonoma come commissario straordinario» con poteri di gestione delle risorse, si legge nella bozza. La norma sarebbe valida «per tutto il periodo di durata dell’emergenza sanitaria per Covid-19 e per i due anni successivi con riferimento ai lavori in corso di esecuzione».

In un primo momento la Lega aveva messo a punto un emendamento al decreto Semplificazioni, ha rivelato «La Verità», che puntava a concedere ad Open Fiber la possibilità di fare accordi con altri operatori per estendere la propria rete con tecnologie radio in deroga al contratto di concessione. Uno sgambetto politico al piano del governo Conte che punta sulla convergenza tra le reti di Open Fiber e Tim.

Il testo è stato modificato dopo il parere negativo della Direzione generale per le comunicazioni del Mise e ora la Lega avrebbe intenzione di ripresentarlo come emendamento alla legge di Bilancio, con l’aggiunta delle nuove disposizioni sui pagamenti a Open Fiber, con cui vengono superate le strettoie di Infratel. Al momento è in corso un confronto sull’emendamento, che per andare avanti dovrà trovare anche una sintesi con la maggioranza.

La bozza

Prevista la possibilità che sia un commissario straordinario a gestire le risorse per i lavori

Domani intanto il dossier Open Fiber torna sul tavolo del consiglio dell’Enel, insieme all’offerta presentata dal fondo Macquarie per il 50% della società della fibra ottica. Il board potrebbe dare il mandato al ceo, Francesco Starace di finalizzare l’operazione, coinvolgendo anche la Cassa depositi e prestiti che ha un diritto di prelazione sulla partecipazione e vuole salire in maggioranza in Open Fiber. I tempi non saranno brevi. Prima di febbraio difficilmente si arriverà alla vendita. Se domani l’Enel avviasse formalmente l’uscita da Open Fiber sarebbe comunque un passo avanti importante per la rete unica.

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