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Rete-soggetto senza il bonus

Intorno alla distinzione tra rete-soggetto e rete-contratto ruota anche la stessa possibilità di applicare il bonus reti nel modello Unico 2013. È questo uno dei passaggi salienti della circolare n. 20 del 18 giugno 2013 delle Entrate, che ha impostato la propria analisi partendo dalle novità apportate dai due decreti crescita licenziati nel corso del 2012, in un quadro, comunque, in cui l’acquisto della soggettività giuridica derivante dall’iscrizione nel registro delle imprese della rete rimane un fattore rimesso alla volontà dei soggetti che portano avanti l’iniziativa. Se la rete assume soggettività giuridica va incontro alle imposte sui redditi, poiché esprime una sua autonoma capacità reddituale, ed è tenuta ad applicare Irap e Iva, oltre a dover tenere le scritture contabili, ma la presa di distanza che di fatto si attua con la posizione dei partecipanti non consente a questi ultimi di godere dei benefici previsti dall’art. 42, comma 4-quater, del dl n. 78/2010.

In caso di rete-soggetto, a ogni buon conto, il rapporto tra imprese partecipanti e la rete deve assimilarsi a tutti gli effetti a quello emergente in relazione ai rapporti partecipativi, con correlata applicazione, si aggiunge, per esempio, dei meccanismi previsti dall’art. 47, comma 5 e 7, del Tuir, opportunamente contestualizzate, per individuare le somme da assoggettare ad imposizione in capo al soggetto percipiente, oltre che dell’esclusione da imposizione contemplata direttamente dall’art. 89 del Tuir. La rete-soggetto che svolge attività commerciale dovrebbe poter applicare l’Ace, come lascia intendere il riferimento all’apporto di capitale proprio in un altro soggetto, presente nella circolare.

Il documento di prassi entra poi nel merito di alcuni passaggi salienti del complesso meccanismo che porta alla fruizione del bonus: asseverazione del contratto, delibera di stanziamento degli utili e concreta destinazione degli stessi agli investimenti programmati nel contratto, entro l’esercizio successivo a quello entro cui è stata deliberata la loro destinazione. L’asseverazione va rinnovata in caso di eventi che comportano una modifica al programma di rete già asseverato, e, comunque, in caso di successivi apporti al fondo non previsti nel programma asseverato, nonché in tutti i casi di variazione della platea delle imprese aderenti. Per individuare il valore dell’investimento occorre fare riferimento al costo sostenuto ai sensi dell’art. 110, comma 1, del Tuir; per l’imputazione del periodo di sostenimento delle spese rilevano i criteri di competenza e non il momento dell’esborso finanziario, e una certa attenzione, in ogni caso, va osservata ai limiti di deducibilità imposti dal Tuir per difetto del requisito di inerenza (per esempio, autoveicoli a uso promiscuo). In dichiarazione l’agevolazione comporta l’applicazione di una variazione in diminuzione nel rigo RF50, col. 3 e 4, di Unico-SC, ma il bonus impatta, concretamente, anche sugli acconti da versare in questa fase, essendo previsto un nuovo caso di sterilizzazione ai soli fini del versamento. In ogni caso, l’incipit dichiarativo passa per la compilazione del rigo RS105, col. 1 e 2.

Nella prima di queste due colonne va indicata la quota di utili destinati al fondo patrimoniale o al patrimonio destinato all’affare relativi al periodo d’imposta 2012. È questo uno degli aspetti centrali dell’agevolazione, poiché il mancato rispetto degli impegni presi in relazione agli investimenti fa scattare la tagliola della decadenza totale dal beneficio, e questo, sottolineano le Entrate, anche in caso di impiego parziale degli utili cui è stata accordata la sospensione.

Però, l’impresa non decade totalmente se si verificano fatti nuovi e non dipendenti dalla propria volontà, oppure in caso di riduzione del valore degli stessi per il conseguimento di economie di costo e/o di scala che incidono sull’ammontare del valore complessivo del progetto, casi in cui scatta la rideterminazione dell’agevolazione. La quota di utili non impiegata concorre alla determinazione del reddito di impresa del periodo successivo a quello in cui la stessa è stata accantonata (variazione in aumento in Unico).

Una certa importanza, infine, è assunta dal chiarimento reso in relazione alla posizione delle società (partecipanti) cooperative, per le quali il bonus reti si sovrappone alla sterilizzazione dal reddito accordata per altri versi, con percentuali invero (assai) variabili da caso a caso, in relazione alle somme destinate a riserva indivisibile. Non scatta, peraltro, per il bonus reti, il limite al riporto delle perdite previsto dall’art. 84, comma 1, secondo periodo, del Tuir, precisano le Entrate. Questo perché il bonus, che può effettivamente assumere le sembianze di una perdita fiscale, si concretizza in una forma di sospensione d’imposta sugli utili.

È appena il caso di sottolineare, a scanso di equivoci, che in caso di perdita ingenerata dal bonus reti non scatta nemmeno l’indice di inoperatività ex dl n. 138/2011, poiché siamo in presenza di una chiara ipotesi di disapplicazione automatica (provv. 11 giugno 2012, A.E.).

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