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Rete Fs a Terna per l’Authority vale 700 milioni

MILANO – Per le Ferrovie potrebbe essere un passo avanti per riprendere in mano il dossier quotazione in Borsa. Per Terna, un’operazione straordinaria per allargare il perimetro dei suoi asset così come previsto dal piano industriale. Nel mezzo, l’Autorità per l’energia a cui è toccato il delicato compito di fissare il valore di una operazione che, in ultima istanza, avrà un suo peso sulle bollette degli italiani.
A quasi un anno di distanza da quanto previsto dalle legge di Stabilità del 2014, arriva il via libera per la cessione dei 9.300 chilometri di rete elettrica di proprietà di Fs spa – gli stessi che alimentano la circolazione dei treni – che dovrebbe entrare a far parte della Rete nazionale di trasporto gestita da Terna. Ieri, il consiglio dell’Autorità per l’energia ha esaminato il provvedimento grazie al quale verrà superato lo scoglio che, fino a ora, ha tenuto bloccata l’operazione: dare alla rete di Ferrovie il valore “ai fini regolatori”. Per il provvedimento definitivo bisognerà aspettare la prossima settimana, quando ci sarà l’approvazione formale: ma a quanto risulta il valore attribuito all’asset si aggira tra i 700 e i 750 milioni.
Una cifra inferiore, comunque, alle prima valutazioni, attribute a fonti vocine a Fs, le quali avevano dato una indicazione attorno al miliardo di euro. Valore sempre contestato da Terna, i cui responsabili ritenevano si dovesse partire da una valutazione molto più bassa.
Attenzione: questo non significa che Terna verserà a Ferrovie la cifra di 700 milioni. L’Autorità ha solo riconosciuto il valore della rete, un parametro che verrà poi utilizzato per riconoscere in bolletta elettrica a Terna il corrispettivo per gli investimenti e la manutenzione della porzione di rete. Così come avviene per tutte le infrastrutture elettriche gestite dalla società guidata dal Matteo Del Fante. Non appena la delibera dell’Autorità sarà ufficiale, le due aziende (Fs e Terna), potranno sedersi al tavolo per arrivare al prezzo definitivo.
Nel tentativo di evitare polemiche sul fatto che in questo modo i cittadini avrebbero pagato due volte l’infrastruttura, era stato il Governo a fissare paletti precisi sulla determinazione del valore dell’operazione. In primis, con la legge di Stabilità è stato chiesto all’Autorità per l’energia di definire «la remunerazione del capitale investito netto », tenendo conto anche degli « ammortamenti e dei costi operativi attuali e sorgenti spettanti alla porzione di rete di trasmissione nazionale, anche tenendo conto dei benefici potenziali per il sistema eleterrico nazionale».
Inoltre, è già previsto che i fondi incassati da Fs serviranno per la manutenzione delle rete ferroviaria. In ogni caso, un risparmio per le casse della società di Michele Elia. Che potrà così riavviare il discorso quotazione.
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