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Restyling bancario

Bcc pronte a trasformarsi. Entra in vigore oggi la riforma del credito cooperativo, che fa salva la territorialità degli enti, vincolandoli però al riconsolidamento patrimoniale. Al via, in parallelo, le disposizioni per lo smaltimento delle sofferenze, che permetterà di alleggerire i bilanci bancari, spingendo gli istituti a concedere di più. Ok infine a un terzo capitolo riguardante l’agevolazione della vendita di immobili in esito a procedure esecutive, con una riduzione dell’imposta di registro da versare nei primi due anni nella misura fissa di 200 euro. Gli oneri derivanti dalla norma andranno a rimpolpare la voce del gettito da Voluntary disclosure, che giungerà così a un importo complessivo di 2,32 miliardi di euro. Nel dare il via libera al decreto omnibus sul sistema bancario italiano (decreto legge 14 febbraio 2016, n.18, G.U. Serie Generale n.37 del 15-2-2016), è stata data conferma all’obbligo per le Bcc di aderire ad un gruppo bancario cooperativo che abbia per capogruppo una società per azioni con patrimonio non inferiore a 1 miliardo di euro. Per le Bcc che decideranno di restare da sole, resta ferma la «way out», la clausola che dispone che una Bcc non interna a un gruppo debba dotarsi di riserve pari almeno a 200 milioni di euro, versando un’imposta straordinaria su di esse del 20%. Le Bcc «spaiate» dovranno inoltre deliberare la trasformazione in spa; in alternativa è prevista la liquidazione. Nel maxi-decreto firmato ieri dal Presidente della repubblica, Sergio Mattarella, ha trovato conferma l’approvazione dell’accordo raggiunto a Bruxelles sui cosiddetti non performing loans, i crediti inesigibili bancari. Gli istituti che decideranno di sfruttare tale opportunità potranno trasferire le proprie attività deteriorate a società veicolo (Spv), che le cartolarizzeranno trasformandole in obbligazioni senior, mezzanine e junior (a seconda dell’attendibilità del sottostante). Tali strumenti saranno poi venduti sul mercato. Parallelamente le banche, sui crediti ceduti, potranno acquistare dallo Stato (solo per la tranche più solida) garanzie contro l’insolvenza a prezzi di mercato (Gacs). Per favorire il recupero dei crediti, nel decreto è stata inserita infine una misura che agevola la vendita di immobili in esito a procedure esecutive, prevedendo una riduzione dell’imposta di registro fissa a 200 euro a condizione che l’immobile sia rivenduto nei due anni successivi. In caso contrario l’imposta di registro, ipotecaria e catastale saranno dovute in misura ordinaria, con sanzione amministrativa del 30% oltre agli interessi di mora.

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