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Restrizioni prolungate al 13/4

Le misure di distanziamento sociale e di limitazione alle attività economiche e produttive, decise dal governo con tutti i dpcm emanati dall’inizio dell’emergenza Coronavirus (da ultimo quello del 22 marzo in scadenza domani) resteranno in vigore fino al 13 aprile. Lo prevede un dpcm, firmato ieri sera dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, dopo le dichiarazioni del ministro della salute Roberto Speranza nell’informativa resa in mattinata dinanzi all’aula del Senato. 
Parlando a palazzo Madama, il ministro aveva anticipato la decisione dell’esecutivo di non allentare la stretta sulle misure di contenimento del contagio da Covid-19. Decisione che poi è stata subito trasposta nel dpcm, firmato da Conte, che fa salve non solo le disposizioni contenute nel dpcm del 22 marzo, ma anche quelle dei decreti precedenti emanati dal governo l’8, il 9 e l’11 marzo. In particolare, il richiamo al dpcm dell’8 marzo, che ancora consentiva lo svolgimento di eventi sportivi a porte chiuse e le sedute di allenamento degli atleti, ha costretto l’esecutivo a modificare la vecchia norma, per evitare fraintendimenti. Quindi anche lo stop ai campionati sportivi viene confermato così come il divieto per gli atleti, professionisti e non, di riprendere gli allenamenti.

Vengono prolungate per altri dieci giorni (dal 4 al 13 aprile) la chiusura di tutte le attività produttive non essenziali, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e la limitazione agli spostamenti all’interno del territorio nazionale. Confermate anche le limitazioni (contenute nell’ordinanza del ministero della salute del 28 marzo) a carico di chi intenda entrare nel territorio nazionale dall’estero (obbligo di specificare i motivi del viaggio, i recapiti e la dimora e di comunicare il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente). In Senato, Speranza ha spiegato perché non è ancora giunto il momento di abbassare la guardia. «Non dobbiamo confondere i primi segnali positivi con un segnale di cessato allarme», ha messo in guardia il ministro. «I numeri e le proiezioni statistiche fatte dagli esperti ci indicano che siamo sulla strada giusta e che le decisioni drastiche che abbiamo adottato iniziano a dare i primi risultati. Sarebbe però un errore imperdonabile scambiare questo importante primo risultato per una sconfitta definitiva del Covid-19. La battaglia è ancora molto lunga».

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