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Responsabilità «pesante» per i professionisti

Trovare la copertura “giusta” per la propria attività non è mai stato facile per i professionisti, neanche dopo che la polizza di responsabilità civile è diventata obbligatoria per tutti (avvocati esclusi) da agosto 2013. 
Da allora, però, un nutrito pacchetto di norme e regolamenti ha caricato di nuovi oneri diverse categorie e ha reso più difficile, o semplicemente più costoso, trovare la garanzia giusta, che dia serenità al professionista e soprattutto ripaghi i clienti danneggiati in caso di errori.
Per ultima è arrivata arrivata la legge sulla responsabilità civile dei magistrati (la 18/2015), che dal 19 marzo rischia di aprire la strada a risarcimenti più facili e più pesanti per le toghe e che costringerà le compagnie a rivedere in fretta le condizioni delle polizze in corso.
Ma nuove regole o condizioni di mercato più difficili stanno interessando anche avvocati, notai, professionisti tecnici (architetti,ingegneri, geometri e periti) e persino gli autotrasportatori per conto terzi. In prospettiva, poi, il Ddl concorrenza potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, perché impone a tutti i professionisti di dotarsi di una garanzia decennale postuma, che tiene indenne per dieci anni chi è in pensione ma ha poco senso per i neo iscritti.
 

Gli ostacoli sul 730
La grana più urgente, ora, è quella dei cosiddetti “settetrentisti”: commercialisti, consulenti del lavoro e Caf che si occupano di dichiarazioni dei redditi, alle prese con il debutto della dichiarazione precompilata. Al momento, infatti, molti sono senza adeguata copertura assicurativa e non possono apporre i visti di conformità (si veda l’articolo a fianco).
«Siamo in una impasse – precisa Antonio Repaci, del Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili – perché il decreto sulla semplificazione fiscale ci impone di apporre il visto di conformità solo se assicurati ma le compagnie non rilasciano le polizze».
Aggiunge Marina Calderone, a capo dei consulenti del lavoro: «Siamo oggettivamente impossibilitati a procedere e mi domando quanti contribuenti saranno in grado di inviare da soli la propria dichiarazione».
Per le compagnie il problema è innanzitutto giuridico: «Il Codice delle assicurazioni vieta di assicurare anche il pagamento delle sanzioni – spiega Gianfilippo Scifoni, responsabile servizio fiscale di Ania – come invece ci viene chiesto per il 730».
L’altro ostacolo è che in questo caso l’indennizzo andrebbe allo Stato, lasciando fuori il privato contribuente. L’Ania sta studiando soluzioni da portare all’incontro tecnico di mercoledì all’Ivass, compresa l’ipotesi di aprire a un diritto di rivalsa del fiscalista verso il contribuente. «Ma – avverte Scifoni – se l’Autorità ci chiederà di assicurare questi rischi, sarà inevitabile agire sul pricing».
Più ottimisti all’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni: «Gli ostacoli normativi esistono – spiegano – ma non sembrano un vincolo insormontabile e nei prossimi giorni dovremmo riuscire a trovare una soluzione».
Ci sono meno problemi, invece, sull’aumento da uno a tre milioni del massimale richiesto alle categorie che prestano l’assistenza fiscale: dopo che la circolare delle Entrate 7/2015 ha dissipato gli ultimi dubbi, gli assicuratori stanno provvedendo. C’è persino chi – come la Aec Broker, specializzata nelle Rc professionali – riesce a offrire solo l’adeguamento del massimale e consente al professionista di mantenenere la vecchia polizza.
 

Le novità per i magistrati
Ma i fronti aperti sul mercato della responsabilità professionale sono diversi. I magistrati sono già in allarme per le conseguenze della legge sulla responsabilità civile. Tre i nodi: l’azione di rivalsa dello Stato verso il giudice, divenuta obbligatoria, l’eliminazione del filtro preventivo dei tribunali distrettuali sulle richieste dei cittadini e l’aumento da un terzo a metà dello stipendio della quota su cui rivalersi. Tutti meccanismi che dovranno ora essere soppesati dalle compagnie di assicurazione per quantificare i maggiori oneri dei premi.
 

I rincari per i notai
Aumenti in vista anche per i notai. Questa categoria, la prima a coprire i rischi,ha assistito negli ultimi anni a un’esplosione dei premi versati dal Notariato con una convenzione unica messa a gara ogni tre anni: nel 2009 la base d’asta era di 32 milioni, oggi si parte da 132 milioni da riconoscere al vincitore. Aumenti in parallelo con le richieste di risarcimento, passate dalle 723 del 2006 alle 1.308 del 2014.
E l’annuncio della disdetta da parte dell’attuale compagnia è rientrato solo dopo un aumento in corsa dei premi. «L’aumento del contenzioso riguarda un po’ tutte le categorie professionali – spiega Gabriele Noto, consigliere del Notariato – ma a incidere sono anche le maggiori garanzie che abbiamo chiesto quali le coperture decennali postume e illimitate pregresse insieme al divieto di disdetta della polizza». In attesa di capire il ribasso offerto dai due partecipanti alla gara da aggiudicare per le polizze 2015-2018, il Notariato ipotizza un aumento di «circa il 30-40% rispetto alle quote attuali».
 

Avvocati
Confusione di norme anche per gli avvocati. La riforma forense ha previsto una polizza ad hoc per la categoria, ma ha rinviato i dettagli a un successivo decreto che non è mai stato varato. Quindi i confini della copertura restano incerti. Nel frattempo, il disegno di legge sulla concorrenza ipotizza una ulteriore polizza a garanzia della nuova attività di sottoscrizione della firma nelle compravendite di immobili non abitativi sotto i 100mila euro.
 

Autotrasportatori 
Infine gli autotrasportatori: da gennaio, con la legge di stabilità, le polizze Rc “valgono” solo due anni. Poi, per restare nell’Albo, le imprese devono dimostrare solidi requisiti patrimoniali certificati da revisori. Attestazioni che i “padroncini” faticano a trovare.

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