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Responsabile antiriciclaggio scelto fuori da aree operative

di Benedetto Santacroce

Sempre più stringenti per banche e intermediari finanziari le regole da adottare per gestire correttamente la prevenzione e il contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo. In particolare, le nuove regole imposte da Banca d'Italia con provvedimento del 10 marzo 2011, per definire l'organizzazione e le procedure che gli intermediari devono predisporre, si arricchiscono ora di ulteriori specificazioni con l'emanazione, da parte della stessa banca centrale, di chiarimenti che, come sottolinea Assofiduciaria in una circolare di ieri, coinvolgono tutte le tipologie di intermediari finanziari, comprese le società fiduciarie disciplinate dalla legge 1966/1939 e le fiduciarie iscritte alla sezione separata dell'Albo (articolo 106 del Tub).

I chiarimenti di Banca d'Italia precisano, in modo restrittivo, criteri e condizioni che devono essere osservati per l'identificazione del responsabile antiriciclaggio e del delegato per la segnalazione delle operazioni sospette, nonché per l'organizzazione che deve avere un servizio antiriciclaggio esternalizzato.

Il responsabile antiriciclaggio non deve avere responsabilità dirette di aree operative né essere dipendente da soggetti responsabili di queste aree. Per aree operative si intendono quelle nelle quali è prevista l'applicazione di norme antiriciclaggio (ad esempio le aree commerciali o direttamente coinvolte con la clientela). Questo non impone, però, che il responsabile debba essere inserito necessariamente in strutture deputate esclusivamente a compiti di controllo (per esempio può essere inserito nell'area legale, anche se in un settore non a diretto contatto con la clientela).

In caso di esternalizzazione della funzione l'intermediario deve, comunque, nominare un responsabile interno dotato, anche in questo caso, di requisiti di indipendenza, autorevolezza e professionalità.

Per quanto riguarda il delegato alla segnalazione di operazioni sospette nel caso in cui sia inserito in gruppi articolati di rilevanti dimensioni il provvedimento del 10 marzo ammette la possibilità di strutturarsi con un modello accentrato con l'individuazione di un delegato unico designato dai legali rappresentanti delle singole società del gruppo. Ciò non toglie, però, che nelle realtà di grandi dimensioni vengano nominati più delegati: in numero, però, contenuto e ciascuno competente, per esempio, per una determinata area geografica ovvero per tipologia di prodotto o servizio offerto. Questa scelta comporta comunque la realizzazione di una struttura di coordinamento che assicuri, tra l'altro, omogeneità e coerenza delle procedure e dei criteri di valutazione utilizzati. Inoltre, deve essere garantita un'interlocuzione unitaria con le Autorità. Infine il patrimonio informativo deve essere condiviso da tutti i delegati.

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