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Residenza rapida

In tema di notificazione di atti tributari, il cambio di residenza effettuato anteriormente alle modifiche del dl 223/2006 ha effetto immediato, con la conseguenza che le notifiche effettuate al vecchio recapito sono inefficaci a partire dal giorno successivo al trasferimento. Il nuovo termine di 30 giorni, per l’opponibilità all’amministrazione del cambio di residenza, non si applica retroattivamente, mentre il vecchio termine di 60 giorni è stato dichiarato incostituzionale.

Con queste conclusioni, la Ctr di Roma (sentenza n. 110/02/13) ha accolto l’appello di un contribuente e annullato una cartella di pagamento notificata nel 2003, giudicata, invece, valida dal collegio tributario di prime cure. Il concessionario della riscossione aveva notificato il ruolo al vecchio indirizzo del ricorrente, pochi giorni dopo il cambio di residenza.

La questione è stata risolta alla luce della disciplina contenuta nell’articolo 60, ultimo comma, del dpr 600/73 che regola la materia delle notificazioni tributarie. Tale norma è stata modificata dal dl 223/2006 che ha subordinato l’efficacia del trasferimento, ai fini fiscali, al decorso del trentesimo giorno successivo a quello dell’avvenuta variazione anagrafica. Prima di tale modifica, il medesimo art. 60 prevedeva un arco temporale più ampio per l’inefficacia della cambio di residenza, che produceva i propri pieni effetti solamente dopo 60 giorni. Con la sentenza n. 360 del 2003, la Consulta, pur riconoscendo la possibilità per il legislatore di prevedere che le variazioni anagrafiche non abbiano effetto immediato, ha ritenuto incostituzionale il termine di 60 giorni, poiché «non solo eccessivamente lungo, ma addirittura pari al termine di impugnazione dell’atto dinanzi alle commissioni tributarie». Trattandosi, nel caso di specie, di presunta notifica effettuata nell’anno 2003, la Ctr ha richiamato la pronuncia della Corte Costituzionale, a cui deve esser riconosciuta efficacia ex tunc, con la conseguenza che, essendo stato espunto dall’Ordinamento il termine di 60 giorni, vi è una «espansione della regola generale, secondo la quale l’effetto delle variazioni anagrafiche, ai fini delle notifiche, è immediato». Infatti, «il nuovo termine dilatorio di trenta giorni, introdotto dall’art. 37 del dl 223/2006, non può applicarsi retroattivamente e riguarda le sole notifiche eseguite dopo l’entrata in vigore dello stesso». Stabilita l’inefficacia della notifica effettuata al vecchio recapito, la Ctr ha potuto soprassedere anche sulla presunta tardività del ricorso introduttivo, atteso che non può farsi decorrere il termine d’impugnazione di 60 giorni dalla notifica dell’atto impositivo, quando quest’ultima risulti non validamente effettuata.

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