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Residenza estera, ok al forfetario

La contribuente che usufruiva del regime dei minimi in Italia e sposta la sua residenza in un altro Paese Ue continuando a produrre almeno il 75% del suo reddito complessivo in Italia può applicare il regime forfetario. Non rileva in questo causo la causa ostativa connessa alla residenza. Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate nella risposta a interpello n. 519/2021. Nel caso in esame l’istante riferisce all’Agenzia che fino al 2020 era residente in Italia, dove esercitava la sua attività con il c.d. regime dei nuovi minimi (di cui all’art.1, commi 96 e seguenti della legge n.244/2007, come modificato dall’art. 27, commi 1-2 del dl n.98/2011), evidenziando che tale regime le consentiva di permanere nel regime stesso fino all’età di 35 anni. Dopo essersi trasferita in un paese Ue, chiede all’Agenzia come inquadrare la sua posizione fiscale tenuto conto che la maggior parte dei suoi compensi continuerà a essere prodotta in Italia. L’Agenzia ha ricordato che il regime forfetario è stato introdotto dalla legge n.190/2014, a favore dei contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni in possesso di determinati requisiti. Con riferimento al caso in esame, l’Agenzia evidenzia che assume rilevanza la lettera b) del comma 57 dell’art. 1 della legge n.190/2014, ai sensi della quale non possono avvalersi del regime forfetario «i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Ue o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto». Nel caso esaminato l’istante aveva aderito al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, che è stato in vigore fino al 31/12/2014, ferma restando la possibilità per quanti lo applicavano a tale data, di continuare ad applicarlo “fino al completamento del quinquennio agevolato, ovvero fino al compimento del trentacinquesimo anno di età se successivo alla scadenza del quinquennio.” L’istante, conclude l’Agenzia, residente in uno stato membro dell’Ue e che produce nel territorio italiano redditi che costituiscono almeno il 75% dei redditi complessivamente prodotti, potrà applicare nel 2021 il regime forfetario.

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