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Renzi: in Italia troppi istituti di credito

ROMA.
Troppe banche e troppi banchieri. Ma anche troppi bancari. Matteo Renzi ieri pomeriggio si è presentato nello studio di Domenica live su Canale Cinque e ha parlato dei successi del suo governo, della Libia e della guerra, di pensioni e di utero in affitto. Ma soprattutto ha parlato di banche.
Sollecitato da Barbara D’Urso – «ci possiamo fidare della banche ?», il premier risponde: «Le mie nonne che hanno i soldi in banca possono stare tranquille. Chi è che può stare un po’ meno meno tranquillo? In Italia ci sono troppe persone che fanno i banchieri. In Italia è il paese che ha più banche. Perché in ogni paesino si faceva una banca. Questo poteva andare bene trenta o quaranta anni prima. Ora con le nuove regole europee non si può più, Quindi bisogna metterle insieme».
Renzi si lancia poi nella descrizione delle nuove tecnologie bancarie a partire dall’home banking, della possibilità di fare operazioni senza andare davanti ad uno sportello e ad un bancario. Ricorda come nei decenni passati lavorare in banca fosse considerato conquistare un posto sicuro.
A questo punto dice: «Per questo nei prossimi dieci anni non sentirete più dire a nonne e zie “vai in banca che ti sistemi”. Per gli oltre 300 mila persone che lavorano in banca ci sarà una riduzione delle filiali e del persona. È così per via dello sviluppo tecnologico. Anche se questo non vuol dire che domani molte persone perderanno il posto di lavoro, Ma ci saranno meno banche e più solide».
Intervistato e intervistatrice passano poi ad occuparsi della questione calda di queste settimane: le unioni civili, la stepchild adoption, la paternità di Nichi Vendola.
«Siamo certi che verrà approvata anche alla Camera. Passerà perché siamo pronti a mettere la fiducia alla Camera. La cosa grande, importante. adesso è fare la riforma delle adozioni» Infine una risposta anche su Vendola. «Quando nasce un figlio – dice il premier – è una cosa talmente bella che tutti noi dovremmo essere contenti». Naturalmente Renzi cita l’aneddoto che riguarda la famiglia: «Mio babbo e mia mamma hanno scritto nella partecipazione per il battesimo di mio fratello o di mia sorella che una nascita reca al mondo il bel messaggio che Dio non è stanco dell’uomo » «Io comunque – ricorda il premier – sull’utero in affitto sono contrario. Ma lo fanno anche gli etero. A Sanremo si parlò moltissimi di Elton John, il giorno dopo arrivò Nicole Kidman che anche lei ha fatto ricorso all’utero in affitto». Comunque, conclude il presidente del Consiglio, «mi fa piacere che sia migliorato il clima, che si possa discutere con rispetto verso le opinioni degli altri».
Infine, oltre alla soddisfazione per l’approvazione delle norme sull’omicidio stradale, una rassicurazione sulle pensioni. Non annuncio aumenti, ma «non si tagliano le pensioni nel modo più categorico, non si tocca la reversibilità».
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