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Renzi: “Gentiloni riconfermerà il governatore Visco in Bankitalia Una scelta che non condivido”

«È presumibile che il presidente del Consiglio confermerà Visco; la scelta di Gentiloni è da rispettare». Tocca a Matteo Renzi, ospite di Porta a Porta, dare quello che pare l’ultimo tocco di ufficialità alla riconferma di Ignazio Visco alla carica di Governatore della Banca d’Italia. Una scelta che lo stesso Renzi ha contestato duramente e contesta anche adesso: «Se cerco qualcuno che dice che il management di Bankitalia è stato all’altezza, non si trova. Se il presidente del Consiglio decide di fare una scelta diversa io non lo condivido, ma andiamo avanti lo stesso».
Parole che confermano quello che da giorni il tam-tam dei palazzi romani va ripetendo: l’attuale governatore è in pole position per succedere a se stesso, anche se non si può completamente escludere un altro nome interno; solo in quel caso la partita si giocherebbe tra il direttore generale Salvatore Rossi e il suo vice Fabio Panetta.
Come in ogni vigilia il condizionale è d’obbligo, ma la convergenza politica sembra vicina: dopo il clamore della mozione parlamentare del Pd il lavoro delle ultime ore del presidente del Consiglio Gentiloni, che ieri ha parlato a lungo con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, sembrerebbe più semplice e in sintonia con il Quirinale da sempre contrario a strappi, a tutela dell’economia e del risparmio del paese.
Nello scenario pirotecnico delle ultime ore tuttavia la polemica non si placa. Ieri anche il presidente dei dem Matteo Orfini è tornato alla carica chiedendo «discontinuità» in Bankitalia e spiegando che la mozione parlamentare su Via Nazionale «non è stata una forzatura» anzi, ha detto, la forzatura è «non ascoltare le critiche delle Camere ».
Massimo riserbo invece da parte di Padoan che tuttavia negli ultimi due giorni ha fissato alcuni paletti. Martedì notte ha escluso qualsiasi sua candidatura alla guida di Bankitalia e ieri, rispondendo ad un question time parlamentare dei Cinque stelle, ha illustrato il criterio che guiderà il governo nella scelta: «Salvaguardia dell’autonomia dell’Istituto».
Mentre i grillini continuano a sparare ad alzo zero su Palazzo Koch, dal mondo politico e delle istituzioni arrivano attestazioni di sostegno alla Banca d’Italia: «Confermerei Visco, Renzi ha fatto un errore gravissimo», ha detto l’ex direttore generale di Bankitalia e già presidente del Consiglio Lamberto Dini.
Gli occhi sono dunque puntati sulla delicata procedura di nomina mentre Visco è a Francoforte per il consiglio della Bce. Il percorso più conforme prevederebbe che oggi il premier Gentiloni invii una lettera al membro anziano del Consiglio superiore di Bankitalia, nello specifico il professore di economia a Venezia Ignazio Musu, comunicando il nome del designato. A questo punto, si procederebbe alla convocazione straordinaria e immediata dell’organismo, forse in teleconferenza, per esprimere il parere richiesto dalla legge. Domani, poi, dovrebbe essere convocato il consiglio dei ministri per deliberare sul nome prescelto; infine si passerebbe così al Quirinale per la firma del decreto di nomina.
La legge del 2005 prevede questa procedura, ma non c’è una giurisprudenza consolidata in merito. Il percorso è stato sperimentato, in modalità spurie, soltanto una volta, nel 2011, quando Visco succedette a Mario Draghi: in quella occasione ci fu uno scontro piuttosto aperto sulla nomina, in quanto l’allora ministro del Tesoro Tremonti voleva Vittorio Grilli, Draghi indicava Saccomanni e al presidente della Repubblica Napolitano giunse una rosa dalla quale il Quirinale estrasse il nome di Visco.

Roberto Petrini

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