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Renzi: “Errore affidarsi a Bankitalia” Ma Visco: “Ora sistema più solido”

Un errore essersi affidati «alle valutazioni e alle considerazioni della Banca d’Italia» per il dossier banche. È l’ennesimo stralcio del libro
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di Matteo Renzi: stavolta va a colpire quella che lo stesso ex premier definisce la «solida tradizione di questa prestigiosa istituzione», nel giorno in cui i banchieri italiani si ritrovano all’Assemblea Abi, il consueto appuntamento annuale per fare il punto sul quadro congiunturale e le prospettive del credito. Per cui, per via indiretta e del tutto casuale, la replica arriva a Renzi in anticipo: «La soluzione delle situazioni aziendali dissestate – dice all’Abi il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco – e la ripresa economica stanno dissipando i rischi sulla tenuta del sistema. Il giudizio dei mercati sulle prospettive delle banche italiane è migliorato negli ultimi mesi, riflettendosi in una robusta ripresa dei prezzi delle azioni». Dello stesso tenore l’intervento del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: «Siamo a un punto di svolta che trae origine dalla ripresa economica, senza dimenticare il ruolo cruciale delle riforme», anche se «la crisi degli anni scorsi ha diffuso in Europa una forte propensione alla riduzione dei rischi». Il settore bancario, aggiunge il ministro, può e deve diventare «componente fondamentale dell’accelerazione della crescita e allo stesso tempo deve completare l’aggiustamento all’interno dell’Unione bancaria». Anche il presidente dell’Abi Antonio Patuelli afferma che «i recenti provvedimenti governativi, in coordinamento con le Autorità europee, hanno eliminato i rischi sistemici dal mondo bancario italiano».
D’altra parte anche l’assemblea della Banca d’Italia, a fine maggio, era stata l’occasione per Visco per rivendicare il proprio operato, e quello dei propri collaboratori contro le critiche espresse «a volte anche con toni piuttosto aspri, spesso con imprecisioni anche gravi». A conferma della strada intrapresa sulle ultime crisi bancarie, nel pomeriggio arriva il voto di fiducia della Camera sul decreto Banche venete: i voti a favore sono 318, quelli contrari 178; oggi il voto finale.
Mentre il Quirinale è costretto a replicare al capogruppo di FI alla Camera Renato Brunetta, che lamenta come il testo di legge per l’istituzione di una Commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario italiano «sia fermo alla firma del Colle da ormai ventuno giorni». Il Quirinale spiega che il Presidente ne ha preso visione solo dal 3 luglio, al rientro dal Canada, e che «non vi è alcuna pressione che possa distogliere il Capo dello Stato da uno scrupoloso e attento svolgimento dei suoi compiti di verifica». Inoltre, «l’art. 73 attribuisce al presidente della Repubblica 30 giorni per la promulgazione per le leggi ordinarie». La promulgazione è attesa comunque tra oggi e domani.
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