Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Renzi condanna il giustizialismo Agli scissionisti: nessuno ci distrugge

«Vi voglio bene anche io»: Matteo Renzi chiude così il suo discorso al Lingotto, mentre la platea, la cui età media è scesa in questo ultimo giorno di convention dedicato al suo discorso, si spella le mani. L’ex segretario vuole lanciare pochi, chiari, messaggi. Rivolti al suo popolo più che ai giornali. Il primo riguarda la vicenda Consip: «Noi siamo per la giustizia giusta, che qualcuno, anche nel nostro campo, ha confuso con il giustizialismo». E ancora : «La Costituzione dice che un cittadino è innocente fino a sentenza passata in giudicato. I processi si fanno nei tribunali, non sui giornali, e le sentenze le fanno i giudici, non i commentatori». La platea applaude. In modo insistito. Da Roma il suo sfidante, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, fa sapere di essere d’accordo: «Contenimento del clamore dei processi». Però niente stretta sugli avvisi di garanzia, come qualcuno ipotizzava, perché «rischia di ledere i diritti della difesa».

Però non è solo sulla giustizia che l’ex segretario vuole mandare dei messaggi al suo partito. Nel mirino, ora, gli scissionisti: «Nelle scorse settimane qualcuno ha cercato di distruggere il Pd perché c’è stato un momento di debolezza, soprattutto mia. Ma non si sono accorti che c’è una forza, c’è una solidità, che vengono espresse dalla comunità del Pd, indipendentemente dalla leadership. Si mettano il cuore in pace: il Pd c’era prima, ci sarà dopo e ora cammina con noi».

Già, la sinistra, avverte Renzi, è il Partito democratico. Se ne facciano una ragione Bersani e D’Alema: «Essere di sinistra non significa rincorrere un totem del passato, andare sul palco con il pugno alzato cantando Bandiera rossa. Quella è una macchietta non è politica».

Ma è soprattutto D’Alema, l’uomo che da due anni preparava la scissione e che ha convinto Bersani e Speranza ad accodarsi, il bersaglio di Renzi: «Tanti oggi parlano di Ulivo, gli stessi che lo hanno segato, che hanno contribuito a far cadere Prodi. Sono esperti di Xylella, più che di Ulivi…».

Ma per questo Pd, che ha resistito alla scissione e alla bufera giudiziaria, e che adesso è al Lingotto, ci sono altri messaggi. L’ex segretario vuole far capire che con il governo non ci sono tensioni. E infatti accoglie Paolo Gentiloni, salutato da una standing ovation, con queste parole: «Bentornato a casa, lavoriamo insieme». Il premier, che l’ex segretario fa salire sul palco, a fine comizio, insieme a Martina, aveva preannunciato la sua presenza al Lingotto con questo tweet: «Con Renzi, più forza al Pd per il futuro dell’Italia». Ed è una grande prova di forza, per il leader, avere con sé non solo la maggior parte dei ministri, ma anche il premier, che volendo avrebbe potuto non schierarsi per mettere al riparo il governo.

Dopo un ringraziamento al popolo del Pd, Renzi esalta «la generazione Lingotto»: i quarantenni del partito, ma anche i millennial che vuole conquistare. L’ex segretario evita di attardarsi sul tema delle alleanze: è «politichese». «La prima alleanza che dobbiamo fare — dice — è con i milioni di cittadini che credono in noi». Già, «non è possibile replicare i modelli del passato». Quindi Pisapia e compagni dovranno attendere: del resto, «senza il Pd non si va da nessuna parte» e nessuno può pensare di condizionare il Partito democratico, perché, come dice Orfini, «la sinistra siamo noi».

Ma quale sinistra? Renzi la spiega così: «Siamo noi, siamo una forza tranquilla». Lo slogan coniato da Mitterrand, l’uomo che rese vincente il partito socialista in Francia, mandando in soffitta i comunisti d’Oltralpe.

Maria Teresa Meli

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa