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Renzi agli enti locali “Vietato alzare tasse” Critiche Ue sul fisco

Non c’è pace per la decisione del governo italiano di eliminare la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili sulla prima casa Mentre Renzi torna alla carica: fiducia sul contante e congelamento delle addizionali Irpef comunali e regionali.
Dopo le polemiche casalinghe segnate dalle critiche della sinistra Pd e dalla retromarcia del premier sulla esenzione degli immobili di lusso, si riaffacccia il «falco» Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea. Le decisioni prese dal governo italiano sulla riduzione del carico fiscale, come l’abolizione della Tasi per la prima casa, ha dichiarato, «non vanno nella direzione dei consigli della Commissione di spostare il peso dal lavoro verso i consumi e la proprietà immobiliare ».
La temperatura tra Roma e Bruxelles dunque è destinata a salire. Già nelle settimane scorse Dombrovskis aveva battuto sullo stesso tasto e con un’azione preventiva, pochi giorni fa, subito dopo il varo del disegno di legge di Stabilità da parte del consiglio dei ministri, Renzi aveva lanciato un brusco monito agli uomini di Juncker. «Se Bruxelles boccia la Stabilità la restituiremo tale e quale », aveva detto.
La partita comincia dunque a diventare complessa. Se è vero che ieri un «guru» dell’Europa, come Daniel Gros, ha definito «ricetta sbagliata» il taglio delle tasse sulla casa dicendosi pur convinto che alla fine arriverà il semaforo verde di Bruxelles, è vero anche che il dossier aperto dall’Italia è scivoloso. Sul tavolo ci sono infatti almeno 17 miliardi di clausole di flessibilità (riforme, investimenti e migranti) che attendono il via libera oltre al vaglio sulle stime sul Pil. I primi segnali sono incerti: dall’Europa indiscrezioni segnalano che il primo step, cioè quello del rinvio al mittente che può avvenire entro fine mese sarà superato, non altrettanta sicurezza c’è invece sulla valutazione complessiva che arriverà a novembre.
Renzi intanto rilancia: «Lo dico alla Berlusconi: meno tasse per tutti», ha osservato a «Otto e mezzo» e si è detto pronto a porre la fiducia sul tetto ai 3.000 euro sul contante. Il premier ha inoltre anticipato una norma in Stabilità che «impone a Regioni e Comuni di non alzare le tasse». Il riferimento è alle addizionali comunali Irpef (tetto 0,8 per cento raggiunto solo da un terzo dei Comuni) e alle Regioni (tetto 3 per cento, raggiunto solo da due regioni) che saranno dunque congelate per il 2016.
L’ultima bozza circolata ieri sera assume la decisione di Renzi di esentare ville e castelli (con aliquota ridotta allo 0,4 e conferma della detrazione di 200 euro per abitante). Protesta la Confedilizia per la questione della maggiorazione dello 0,8 per mille, originariamente destinata alla concessione di detrazioni per i meno abbienti, che rimarrebbe in vigore per le seconde case. «La proprietà immobiliare pagherebbe maggiori imposte per circa 2 miliardi», ha dichiarato il presidente Spaziani Testa.
Rumoreggiano intanto le Regioni: per oggi il presidente della Conferenza Sergio Chiamparino annuncia una conferenza stampa «pepata» dove chiederà conto dei tagli al fondo sanitario e del mancato varo del decreto che avrebbe sanato un buco colossale di 20 miliardi all’intero sistema. Novità anche sulla clausola di salvaguardia: l’intervento di sterilizzazione da 16,8 miliardi viene confermato solo per il 2016, mentre dal 2017 viene innescata una nuova garanzia che procherebbe un aumento dell’Iva di tre punti, cioè dal 10 al 13 per cento e dal 22 al 24 per cento. Circa 33 miliardi da trovare nel prossimo biennio.
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