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Renzi: addio a Equitalia, vogliamo l’Eba a Milano

Bye bye, adieu, addio. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, saluta Equitalia. Lo fa nel suo stile epigrammatico, molto più simile a un tweet che a una dichiarazione: «Confermo: entro l’anno bye bye Equitalia». Salvo poi specificare che più che un addio è un cambiamento: «Entro fine anno cambierà il modo di concepire il rapporto fra fisco e cittadini — dice il premier dai microfoni di Rtl 102.5 — Equitalia non ci sarà più. Non vuol dire che non si pagano le multe ma si pagano in modo diverso».

Anche perché la situazione è complessa. Sul tavolo ci sono diverse ipotesi, tutte irte di difficoltà. Quella principale resta la fusione tra l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia che al di là della complessità pone un problema di equità: i dipendenti di Equitalia guadagnano molto di più di quelli dell’Agenzia delle Entrate. L’altra soluzione sarebbe quella di creare un ente pubblico economico alle dipendenze del Tesoro.

Giornata milanese per il presidente del Consiglio. Nella capitale economica del Paese firma un patto di ferro tra il Governo e il neosindaco Giuseppe Sala, studia le opportunità lasciate aperte da Brexit e si concede un duetto velenoso con l’ex leader Massimo D’Alema: «Ci sono stati capitani coraggiosi che hanno fatto operazioni discutibili… ogni riferimento a Massimo D’Alema è puramente casuale». Replica l’ex presidente del Consiglio: «Renzi potrebbe parlarci delle fughe di notizie sulla banca Etruria e dell’ insider trading , questo è un argomento che forse conosce bene».

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso per l’Italia le stime del Pil 2016: dall’1,1% a meno dell’1%. Circa l’1% nel 2017 a fronte dell’1,1 previsto in precedenza. Un ridimensionamento su cui pesa anche la Brexit. Ma sull’uscita del Regno Unito dalla Ue Renzi mostra ottimismo: «I danni li sentiranno soprattutto gli inglesi. Noi potremo avere un piccolo rallentamento dell’economia di qualche zero virgola». La missione è quella di portare a Milano l’Agenzia del Farmaco e l’Autorità delle banche. «Insieme a Sala proviamo a portare a Milano un po’ delle istituzioni finanziarie e sanitarie che sono a Londra, insieme lavoriamo per attrarre talenti». Allo studio anche una sorta di «passaporto europeo» per i ragazzi inglesi che frequentano le università milanesi.

Renzi torna anche a rassicurare i risparmiatori: «I correntisti Mps possono dormire sonni tranquilli, magari qualche banchiere un po’ meno». Ritiene che utilizzando il «buon senso» si possano risolvere i problemi delle banche «applicando le regole che ci sono» senza aprire ulteriori fronti di guerra in Europa. «Non c’è dubbio che esista un tema anche per le banche tedesche. Noi abbiamo qualche difficoltà con i crediti deteriorati, altri Paesi le hanno con i derivati. Insieme agli altri capi di governo possiamo fare un buon lavoro, importante è che abbiano rispetto per l’Italia» .

Maurizio Giannattasio

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